Philipp Plein accusa: “Trattati come criminali”

Il noto brand di moda con sede principale a Lugano ha ricevuto ieri sera un controllo da parte dell'Ispettorato del lavoro: "E poi il Ticino dice di voler attrarre le aziende?"

Philipp Plein accusa: “Trattati come criminali”

Philipp Plein accusa: “Trattati come criminali”

Philipp Plein accusa: “Trattati come criminali”
Philipp Plein

Philipp Plein accusa: “Trattati come criminali”

Philipp Plein

LUGANO - "Sono piombati nel nostro quartier generale di Lugano ieri sera alle 23.25 e mi hanno detto che dovevamo immediatamente smettere di lavorare. Mi hanno detto di lasciare subito l'ufficio insieme a tutte le persone che stavano lavorando insieme a me. Sono scioccato!" È uno sfogo pesante quello pubblicato su Instagram da Philipp Plein contro l'ispettorato del lavoro e contro la città di Lugano (Vedi immagine).

"Non posso credere - scrive lo stilista tedesco su Instagram - che siamo stati trattati come criminali mentre stavamo mangiando una pizza in ufficio insieme a stilisti e fornitori, venuti a trovarci dall'Italia. Non posso credere che il Canton Ticino, che cerca di attrarre costantemente compagnie del settore della moda dall'estero per farle trasferire in Svizzera, ci tratti in questo modo!" Gli uomini che si sono recati ieri in tarda serata nella sede di via Pietro Capelli 18 a Lugano hanno chiesto ai presenti di mostrare i documenti d'identità e "hanno detto che sarebbe arrivata la polizia". 

"In totale la mia azienda ha più di 700 impiegati in tutto il mondo (New York, Hong Kong, Milano e Mosca): negli ultimi quattro anni ho creato più di 140 posti di lavoro solo a Lugano e il mio gruppo ha generato un giro d'affari di 300 milioni di dollari! E mai mi è successa una cosa del genere", scrive indignato Plein. "Tutti coloro che erano con me in ufficio si sono sentiti trattati come criminali: ma cosa abbiamo fatto di sbagliato alla città Lugano? Mangiare una pizza dopo le 23 è un reato?"

"È già la seconda volta"

Stando a Plein, inoltre, è la seconda volta che capita una cosa del genere. "L'anno scorso il nostro team di informatici è stato trattato nello stesso modo mentre stavano istallando dei computer per dei nuovi impiegati e installando dei server: lavori, questi, che vanno fatti di notte!" continua lo stilista, che spiega come a causa di quell'intervento dell'ispettorato, gli uffici erano rimasti fuori uso il giorno dopo a causa dell'assenza di internet e linea telefonica.

"È uno scandalo!" conclude infine a caratteri cubitali Plein, chiamando in causa - con un tag - il sindaco di Lugano Marco Borradori. 

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