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Ponte Tresa: meno macchine, più lago

Presentato al Cantone un progetto di aggiramento che cambierebbe volto al villaggio - Zali è possibilista: «Potremmo riqualificare la riva e restituire qualità di vita alla zona»

Ponte Tresa: meno macchine, più lago
(Foto Zocchetti)

Ponte Tresa: meno macchine, più lago

(Foto Zocchetti)

PONTE TRESA - «Parole, parole, soltanto parole» cantava Mina nel 1972. Di parole (dalla politica) su come alleviare la morsa del traffico i cittadini di Ponte Tresa ne hanno sentite tante negli ultimi decenni. Adesso sperano che sia la volta buona – o meglio: una parte di essi lo spera, quella non disillusa – e che le parole apparse ieri sul Mattino della Domenica portino a qualche fatto. Ci riferiamo al progetto, denominato «Eureka», di aggiramento del nucleo attraverso una galleria che sbuchi lungo il fiume e permetta di valorizzare la zona a lago di fronte al Municipio, che sarebbe finalmente libera dalle auto. Il progetto è stato promosso agli occhi del capo del Dipartimento del Territorio Claudio Zali dal «Gruppo di riflessione sulla mobilità nel Basso Malcantone». L’autorità cantonale si è detta disposta ad analizzare lo scenario e le parole di Zali – ma non dimentichiamoci di Mina – sono incoraggianti: «Il progetto che ci è stato illustrato consentirebbe, attraverso l’aggiramento del nucleo e la riqualifica della riva, di restituire qualità di vita all’intero comparto – ha spiegato il consigliere di Stato sul Mattino – e il tutto sarebbe coerente con gli indirizzi del Piano direttore». Più nel dettaglio, l’idea prevede di far passare le auto sotto una galleria che verrebbe scavata fra l’attuale stazione della FLP e la riva della Tresa, dove poi si scenderebbe fino alla rotonda della dogana e viceversa. Sotto terra, in corrispondenza del campo sportivo, troverebbe spazio un nodo d’interscambio con un autosilo e il capolinea del trenino, la cui linea verrebbe quindi prolungata rispetto alla situazione odierna. Parallelamente, utilizzando il materiale di scavo del tunnel, la parte a lago verrebbe praticamente rifatta, regalandole ovviamente quell’attrattività che oggi le è negata dalla presenza della strada cantonale. E attrattività urbana e paesaggistica significa anche attrattività economica, pensando ai possibili benefici per i commerci del luogo. A proposito di soldi, «Eureka» comporterebbe, secondo le stime, un investimento di 125 milioni di franchi. Resta da capire chi sosterrebbe la spesa e in quale proporzione. Ma soprattutto se il progetto si presenterà davvero ai blocchi di partenza per affrontare il suo iter formale. Gli abitanti di Ponte Tresa, come detto, hanno visto tante idee perdersi per strada. Ad esempio quella di costruire un secondo ponte di collegamento oltre al viadotto a lago, oppure quella di spostare addirittura la dogana a monte, in zona Madonnone, o ancora quella di costruire un park and ride per «filtrare» le auto in territorio di Lavena Ponte Tresa. In tempi più recenti hanno creato un certo interesse le proposte di creare una passerella ciclopedonale che attraversi il fiume ed una a lago tra Ponte Tresa e Caslano. Di tutto ciò, finora, non si è concretizzato niente.

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