«Preoccupa l’aumento dello stress sui cantieri»

Infortunio sul lavoro

Oltre una decina gli incidenti da inizio anno, l’ultimo stamattina ad Agno - Per i sindacati la pressione post lockdown può mettere a rischio la sicurezza dei lavoratori

«Preoccupa l’aumento dello stress sui cantieri»
Il 41.enne è caduto dal balcone dell’officina FLP. © RESCUE MEDIA

«Preoccupa l’aumento dello stress sui cantieri»

Il 41.enne è caduto dal balcone dell’officina FLP. © RESCUE MEDIA

Ha riportato ferite gravi, tali da metterne in pericolo la vita, l’operaio che stamattina è caduto da un’altezza di 8 metri mentre stava effettuando lavori di manutenzione su un balcone dell’officina FLP di Agno. A prestare le prime cure all’uomo, un 41.enne serbo domiciliato nel Luganese, i soccorritori della Croce Verde di Lugano che lo hanno poi trasportato in ospedale.

«Preoccupa l’aumento dello stress sui cantieri»

A luglio un altro operaio aveva riportato ferite serie dopo essere caduto da un’altezza di tre metri in un cantiere per la costruzione di una palazzina in via Bosia a Paradiso. In Ticino dall’inizio dell’anno si è registrata oltre una decina di infortuni sul lavoro, tre dei quali sono stati mortali. L’anno scorso si era concluso con 28 infortuni, ma il 2020 ha un asterisco non trascurabile: lo stop dei cantieri durante la fase più acuta della pandemia. Ed è proprio la ripresa dopo la pausa forzata a preoccupare maggiormente i sindacati.

Come spiega Dario Cadenazzi, responsabile edilizia di UNIA, «nei settori dell’edilizia e dell’artigianato già prima della crisi pandemica era in atto una guerra al ribasso sui prezzi e sulle tempistiche dei lavori, ora la pressione è aumentata e per recuperare il tempo perduto con il lockdown si rischia un’organizzazione schizofrenica del lavoro. Il rischio è che il prezzo da pagare sia la sicurezza». Se nell’ultimo decennio gli incidenti sui cantieri sono in diminuzione, «siamo di fronte all’aumento degli incidenti di grave portata. È importante fare in modo che le campagne di prevenzione SUVA vengano ascoltate: spesso non è così».

Quello della sicurezza sul lavoro è un tema anche nel settore industriale, tanto da essere stato messo all’ordine del giorno dal comitato di AITI lo scorso febbraio. «Da parte nostra - ci ha confermato il presidente Fabio Regazzi - l’impegno riguarda la sensibilizzazione e la formazione, con l’offerta di corsi ad hoc per la sicurezza in azienda». A differenza di quanto è accaduto nell’industria, spiega dal canto suo il sindacalista di UNIA Vicenzo Cicero, «nei settori dell’edilizia e dell’artigianato dalla metà degli anni ‘90 l’occupazione è stata quasi dimezzata nonostante i volumi di lavoro siano in costante aumento: si produce di più con meno personale e questo può comportare problemi dal punto di vista della sicurezza».

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