Prima il lusso, adesso le lacrime

Il ridimensionamento del gruppo francese Kering in Ticino avrà impatti importanti - A Cadempino il moltiplicatore sale di 9 punti, Vezia perde 1,5 milioni e a Sant’Antonino il gettito crolla del 28%

Prima il lusso, adesso le lacrime

Prima il lusso, adesso le lacrime

LUGANO - Tutto iniziò nel maggio di quest'anno quando il portale francese MediaPart pubblicò un articolo sul gruppo Kering dicendo che il gigante mondiale della moda avrebbe probabilmente lasciato il Ticino, o perlomeno "riformato profondamente la sua struttura societaria" nel nostro cantone. All'epoca il gruppo Kering relativizzò e disse che il Ticino, tramite la società Luxury Goods International, "sarebbe rimasto un hub strategico per la distribuzione e la logistica dei marchi" di moda. In ottobre però fu annunciato che circa 150 dipendenti del gruppo sarebbero stati spostati dal Ticino all'Italia, e in questi ultimi giorni è infine arrivata la mazzata. I Comuni e il Cantone, di cui Luxury Goods è il principale contribuente, si aspettavano sì una diminuzione del loro gettito fiscale («Verranno a mancare delle imposte alla fonte», diceva un municipale), ma non di queste proporzioni. A Cadempino, stando a nostre informazioni, verranno a mancare tra i 6 e gli 8 milioni di franchi ogni anno. E il Comune dovrà aumentare da un giorno all'altro il moltiplicatore di 9 punti. 

E il Cantone subirà a sua volta perdite di gettito fiscale? Sì. Fonti ben informate parlano di circa 20 milioni di franchi.

A Vezia, dove il Municipio per ora non rilascia dichiarazioni, si può stimare che il ridimensionamento di Kering genererà minori entrate per circa 1,5 milioni a fronte di un gettito totale di circa 7 milioni. L'Esecutivo si riunirà a inizio dicembre per una seduta straordinaria. Sul tavolo, pare, ci saranno misure di contenimento della spesa, una revisione degli investimenti e un possibile aumento del moltiplicatore. Se la passa meglio Bioggio. "Da noi il gruppo ha solo una base logistica e la riorganizzazione ha un impatto nettamente minore" spiega il sindaco Eolo Alberti. Secondo nostre informazioni, la minore entrata ammonterebbe a circa 1,5 milioni. Il sindaco comunque assicura che il Comune non si trova in difficoltà e invita tutti ad evitare allarmismi."Sul breve termine la riduzione non è da poco, ma a lungo andare, considerando anche la nuova riforma fiscale delle imprese, il nostro equilibrio non dovrebbe essere stravolto". Salvo sorprese, il moltiplicatore dovrebbe rimanere al 59%.

E si dovrà tirare un po' la cinghia anche a Sant'Antonino, dove la nuova strategia aziendale della Luxury Goods comporterà una riduzione del gettito del 28%. Stando a nostri calcoli, dunque, le minori entrate fiscali dovrebbero essere di circa 1,4 milioni. Nonostante tutto il Comune potrebbe chiudere il 2019 in positivo (con un avanzo di 32.000 franchi) e senza toccare il moltiplicatore.

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