«Pronti a riaccogliere il pubblico del Festival»

LE REAZIONI

Raphaël Brunschwig spera in una «quasi normalità» a Locarno in agosto – Ma le riaperture decise dal Consiglio federale fanno felice pure il LAC e consentiranno all’OSI di organizzare l’evento pilota del 30 giugno senza l’obbligo del certificato COVID

«Pronti a riaccogliere il pubblico del Festival»
© CdT/Gabriele Putzu

«Pronti a riaccogliere il pubblico del Festival»

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«È davvero una gran bella notizia», commenta Christian Weidmann, direttore artistico-amministrativo dell’Orchestra della Svizzera italiana. Quanto deciso dal Consiglio federale, «ci permetterà di organizzare l’evento pilota programmato per il 30 giugno al LAC senza dover sottostare all’obbligo del certificato COVID, dato che rispetteremo i limiti dei due terzi di capienza».

Dopo otto mesi, gli allentamenti al via da sabato «ci permettono di tornare un po’ alla normalità, con un concerto gratuito, al LAC, con oltre 600 persone».

Non solo. Anche le prospettive in vista dell’apertura della nuova stagione OSI al LAC - a fine settembre - appaiono più rosee: «Sembra quasi un miracolo, nessuno tre o quattro mesi fa lo avrebbe ritenuto possibile. Con questi allentamenti, possiamo guardare ai prossimi mesi con maggiore fiducia».

Un Festival «quasi normale» per Locarno

Le notizie «positive e in parte inaspettate» arrivate da Berna «permetteranno lo svolgimento di un Festival sempre più vicino alla normalità», sottolinea Raphaël Brunschwig, direttore operativo del Locarno Film Festival. «Si prospetta una manifestazione in cui si dovrà accedere con il certificato COVID a Piazza Grande, Palexpo Fevi e Rotonda, mentre le altre sale - senza pass - potranno essere occupate per due terzi. Insomma, si riuscirà a coniugare lo spirito di apertura con il bisogno di mantenere misure di sicurezza». La manifestazione è pronta a riabbracciare il pubblico: «Da qui ad agosto, c’è molto lavoro da fare, ma sono fiducioso che il 4 agosto saremo pronti per accogliere i nostri pubblici che tanto ci sono mancati in questo anno e mezzo».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

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