PSE: «Siamo a questo punto a causa della disattenzione e dell’inesperienza del Municipio»

Lugano

Scende in campo anche un secondo comitato contrario al Polo sportivo e degli eventi - Fulvio Pelli: «Non è vero che non c’è un piano B. Un piano B c’è sempre in politica»

PSE: «Siamo a questo punto a causa della disattenzione e dell’inesperienza del Municipio»
© CdT/Chiara Zocchetti

PSE: «Siamo a questo punto a causa della disattenzione e dell’inesperienza del Municipio»

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C’è un secondo comitato contrario al Polo sportivo e degli eventi (PSE) di Lugano. Un comitato che si è presentato oggi con una conferenza stampa che segue di una settimana quella organizzata dai referendisti (capitanati dall’MPS).

A spiegare le regioni del no al maxiprogetto in votazione popolare il 28 novembre c’erano il consigliere comunale PLR Fulvio Pelli, Tamara Merlo (consigliera comunale di Più Donne), l’ex capogruppo PS Martino Rossi, Maria Clara Magni (che rappresenta ATA, STAN e Cittadini per il territorio del Luganese) e Danilo Baratti (portavoce dei Verdi di Lugano).

Le maggiori criticità, secondo gli oppositori, riguardano la tipologia di finanziamento scelta dal Municipio: la partnership pubblico-privato. Tipologia di finanziamento che avrebbe portato ad eccessive concessioni (anche edificatorie) ai privati. «A loro vengono destinati – spiega Pelli – più di 33.000 metri quadrati di terreno per costruire edifici commerciali del tutto inutili. I privati dunque faranno un affarone, mentre la Città si dovrà accontentare di avere a un costo esagerato uno stadio di lusso e un palazzetto dello sport». Secondo Pelli insomma sarebbero sacrificate zone oggi dedicate allo sport per realizzare dei contenuti che di sportivo non hanno nulla. «Quando con 100 o 120 milioni di franchi si potrebbe costruire lo stadio e il palazzetto». E la Città, Pelli ne è convinto, potrebbe riuscirci da sola, senza bisogno di un accordo con i privati (HRS Real Estate). «Si è arrivati a questo punto – ha sottolineato l’ex consigliere nazionale – a causa della disattenzione e all’inesperienza del Municipio, che neppure si dà la pena di motivare questa scelta e si limita a dire che non esiste un piano B. A dire che o si vota sì oppure per 10 o 20 anni tutto resterà fermo. Non è vero. C’è sempre un piano B in politica. Deve sempre esserci un piano B».

Martino Rossi ha dunque illustrato quello che, secondo il comitato, potrebbe essere il piano B. E lo ha fatto facendo soprattutto riferimento al progetto che tra il 2012 e il 2013 vinse il Concorso di progettazione del PSE. Il progetto «Sigillo», ancora valido, ma che negli anni è stato modificato anche per rendere più appetibile l’operazione ai privati. «Quel progetto – ha sottolineato Rossi - prevedeva la conservazione della tribuna principale, della pista d’atletica e del campo. Il nuovo stadio sarebbe stato realizzato a fianco. Poi si è deciso di inserire all’interno del PSE anche i palazzi amministrativi e residenziali e così si è dovuto spostare la pista d’atletica, rinunciare al campo da calcio e realizzare un nuovo centro sportivo al Maglio». «E per soddisfare le esigenze del committente – ha poi sottolineato Rossi – si è deciso di sovraccaricare lo spazio con l’inserimento di due torri amministrative e del blocco servizi sul lato ovest del nuovo stadio».

Pelli e Rossi, appunto, sono convinti che la Città dovrebbe fare dietrofront e realizzare da sola stadio e palazzetto. «Con HRS è stato stabilito un contratto che prevede interessi pari al 3,08%. Noi siamo certi che Lugano, trattando con le banche, otterrebbe facilmente un prestito per meno». «Un tasso all’1,5% verrebbe sottoscritto in 5 giorni», ha ribadito Pelli.

Maria Clara Magni ha esposto la posizione delle associazioni ambientaliste, che contestano soprattutto la strada (la futura nuova via Stadio) che taglierà in due il PSE. «Le associazioni – ha spiegato – hanno inoltrato nel 2017 un ricorso, ancora pendente, sulla sistemazione viaria». Strada che verrà realizzata, è giusto ricordarlo, anche perché via Sonvico verrà declassata e riservata unicamente ai mezzi pubblici. Secondo Magni comunque il PSE «è ben lontano dal raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Vogliamo che un centro sportivo sfrutti tutto lo spazio pubblico per lo sport. Non c’è nessuna necessità di costruire alloggi e uffici a Cornaredo». «Abbiamo ereditato – ha invece detto Baratti – dalla magniloquente e spendacciona era Giudici i grandi progetti. Eppure la realtà economica, sociale e ambientale è profondamente cambiata. Occorre saggiamente predisporti alla decrescita per non doverla subire, drasticamente impreparati, come frutto amaro delle alterazioni climatiche». Posizione piuttosto simile quella di Tamara Merlo. «È una questione di risorse e di utilizzo delle risorse. Se Lugano non ha soldi (e noi non ci crediamo) si può comunque ricorrere agli altri progetti che erano stati presentati».

La presa di posizione dell'associazione «Io sostengo il Polo»

«Basta chiacchiere, bisogna passare ai fatti». Questo il titolo del comunicato (riportato qui integralmente) con il quale l’associazione «Io sostengo il Polo» ha risposto alla presa di posizione degli oppositori al PSE.

«Il Polo Sportivo e degli Eventi risponde alle esigenze reali delle società sportive luganesi, del comparto di Cornaredo e di tutta la popolazione.

Ma quanto ci costa?

«Il 28 novembre voteremo unicamente sui costi a carico della Città e non sugli investimenti privati (i contrari spesso dimenticano questo dettaglio). I costi di investimento per la Città – nuove strutture sportive e riqualifica al Maglio – saranno al massimo di 229 mio di franchi (inclusi interessi e ammortamenti) con un leasing distribuito su 27 anni e solo a partire dalla consegna delle chiavi (fine 2025). I contributi a fondo perso di Confederazione, Cantone, Ente Regionale e Comuni, serviranno a ridurre l’investimento.

L’alternativa dei contrari, per un progetto parziale e incompleto che non soddisfa le esigenze di nessuno, costerà invece 252 mio di franchi (con interessi e ammortamenti minimi secondo MCA2). A questo si aggiungono gli investimenti necessari per il risanamento delle tribune restanti, i traslochi e le ristrutturazioni per via della Posta. Inoltre mancheranno i 118 mio che la Città incasserebbe per i diritti di superficie dai partner privati. Dicendo di no si sacrifica tutto quanto speso e realizzato fino ad oggi. Si tratterebbe di un insensato sperpero di risorse per un progetto condiviso da Municipio e Consiglio Comunale».

La viabilità è di competenza cantonale

«Tutte le discussioni legate alla viabilità e alle strade sono di competenza cantonale. Quanto previsto verrà realizzato indipendentemente dall’esito della votazione. Attualmente parliamo di 5 corsie che saranno ridotte a 4, e inoltre, via Trevano verrà declassata a favore della mobilità lenta ed i mezzi di trasporto pubblici».

«Non c’è fretta»

«I contrari affermano che “non c’è fretta”: questa mancanza di sensibilità ed attenzione per il mondo dello sport e degli eventi del Luganese è perlomeno cinica. Senza nuove strutture le società sportive non potranno continuare a competere nelle leghe maggiori, pena è un declassamento o trasferimento in altri luoghi. È notorio che le federazioni nazionali non si lasciano imporre dettami. Non ci sono garanzie sui tempi: ricominciare a pianificare il progetto comporta una ripartenza di tutto l’iter burocratico. Che i tempi per le grandi opere siano lunghi è noto e lo dimostrano i tempi politici di questi 10 anni di progettazione, ricerca di finanziamenti e di un consenso politico, ecc.. Rischiamo quindi di restare a bocca asciutta. L’unica certezza è qui e ora: votare Sì al Polo Sportivo e degli Eventi permetterà iniziare con i lavori l’anno prossimo».

L’incoerenza dei contrari

«I contrari vogliono ritornare al progetto teorico iniziale del 2012 (sono passati quasi 10 anni) che includeva le due torri e uno spazio residenziale di 17’000 m2 senza parco urbano, senza piazza degli eventi e senza riqualifica del Maglio. In questo modo gli interessi privati non sono a beneficio della comunità. I contrari sembrano quindi voler snobbare l’importanza di un Parco urbano per la popolazione e le necessità dei giovani con la riqualifica del Maglio, visto che a Cornaredo non ci sarâ più spazio per i settori giovanili (ad eccezione della scuola calcio)».

Ma chi l’ha detto?

«I contrari pretendono che il moltiplicatore d’imposta aumenterebbe fino a 6 punti percentuali. Le autorità competenti hanno valutato che grazie al partenariato, ai contributi a fondo perso della Confederazione, Cantone, Ente Regionale dello Sviluppo e probabilmente di diversi Comuni del Luganese, l’aumento nel caso peggiore sarebbe di 2-3 punti percentuali che corrispondono per il ceto medio a Fr. 19 all’anno.

Se vincesse il no e la Città dovesse indebitarsi per coprire costi maggiori di quelli previsti, il moltiplicatore aumenterebbe almeno altrettanto, ma probabilmente di più, e verrebbero persi i contributi già stanziati».

«Rimane l’interesse del privato»: chi lo garantisce?

«I contrari affermano che sarebbe possibile trovare nuovi finanziatori qualora gli attuali investitori decidessero di rinunciare a partecipare. In questo caso si tratterebbe di un nuovo partenariato pubblico-privato, solamente con altri attori. Ciò lascia sottintendere che gli oppositori non sono contro il partenariato pubblico privato oppure che non hanno capito di cosa si tratta».

Verde non più verde

«Il fantomatico progetto alternativo dei contrari - non si capisce bene quale variante vorrebbero spezzettare - non include né il parco urbano a Cornaredo (spazi verdi di 12’000m2) né il Parco dello Sport al Maglio che peraltro viene servito dai mezzi pubblici. Con il no dovremmo pure rinunciare ad avere più alberi (279 nuovi alberi ad alto fusto) e un nuovo spazio verde nel quartiere».

L’importanza del risanamento del Maglio per il settore giovanile

«La scelta di riqualificare la zona del Maglio con nuove strutture per il settore giovanile è dovuta alle esigenze di queste squadre che oggi a Cornaredo non hanno a disposizione sufficienti spazi e con l’inizio del quartiere perderanno tre campi. Con il Maglio il settore giovanile avrà una casa che permetterà a ragazzi e ragazze di crescere e diventare talenti. A noi i giovani ed il loro futuro sta a cuore, da subito».

Sfugge l’importanza degli spazi aggregativi e di incontro

«La piazza degli eventi, il parco, e i servizi (bar, ristorazione, farmacie) che ci saranno sono utili a tutta la popolazione e svolgono un ruolo aggregativo e sociale. Se i contrari considerano che bar, ristoranti, farmacie, appartamenti, una piazza con campi da basket e un parco urbano verde non abbiano un’utilità pubblica, allora anche il Centro di Lugano di riflesso non ha alcuna utilità pubblica».

Un progetto integrato per ricucire il tessuto urbano

«L’intero polo verrà costruito secondo i principi di uno sviluppo armonioso e sostenibile dal punto di vista paesaggistico ed ambientale. Tutte le costruzioni rispettano gli standard energetici Minergie e sono particolarmente rispettose dell’impatto ambientale. Sono una settantina le misure messe in atto in quest’ottica (teleriscaldamento, fotovoltaico, recupwero del terreno dello scavo, eccetera). Ora Lugano è divisa in due: una parte nobile e una parte dimenticata. In Centro abitano ca. 5000 persone, mentre alla porta nord quindi a Viganello, Pregassona e Molino Nuovo risiedono oltre 30’000 persone. È ora che anche queste vengano considerate cittadini di serie A».

L’amministrazione va modernizzata e in via della Posta non ci può più stare

«Anche i contrari al progetto sanno che l’amministrazione dovrà andarsene da via della Posta perché l’immobile è ormai fatiscente e dovrà essere messo a norma. L’occasione unica sta nella visione di un’amministrazione moderna e vicina al cittadino, centrale e nei pressi delle vie d’accesso come sta avvenendo in tutte le città svizzere. Inoltre nell’immobile in centro sono previste delle abitazioni per circa 160 persone. Ben più dei 113 collaboratori dell’amministrazione comunale che invece avranno uno spazio dedicato a Cornaredo, con un canone di locazione inferiore del 25% a quello richiesto nel centro cittadino.

Con questo appello invitiamo la popolazione di tutta Lugano a votare SÌ al Polo Sportivo e degli Eventi il prossimo 28 novembre».

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