PVP, le svolte vanno all’esame

Lugano

Dopo un mese di test, le modifiche al piano viario saranno oggetto nei prossimi giorni di una prima valutazione - Lungo corso Elvezia negli orari di punta ci sono ancora delle code - Jelmini: «Tuttavia la situazione sembra migliorare»

PVP, le svolte vanno all’esame
© CdT/Chiara Zocchetti

PVP, le svolte vanno all’esame

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Prima viaggiavano piano. Adesso invece? Nei giorni scorsi ci siamo presi la briga di valutare, seppure con l’occhio da profano, come sta cambiando la situazione del traffico in centro durante la sperimentazione delle modifiche al Piano della viabilità del Polo luganese (PVP), in orari di punta e non, all’incrocio di piazza Castello. Due sono i mutamenti che sono stati introdotti rispetto all’assetto nato con la rivoluzione del 2012: il diritto di svoltare a sinistra verso corso Pestalozzi arrivando dal lungolago, oltre alla possibilità di girare a sinistra dopo aver percorso viale Cattaneo e andare verso il lago, passando di fianco a piazza Indipendenza.

Non serve molto per capire come quest’ultima modifica sia stata particolarmente gradita dagli automobilisti diretti da nord a sud. Infatti di veicoli che accendono la freccia a sinistra per andare verso il lungolago arrivando da Cassarate - dopo aver transitato per il boulevard che scorre di fianco al Ciani - se ne vedono continuamente ad ogni ora del giorno e della sera, tra cui molte auto con targhe italiane in arrivo dalla Valsolda, e sono molti di più di quelli che invece, alla vecchia maniera, arrivati all’incrocio proseguono dritti verso corso Pestalozzi.

Quanto all’altra modifica, ossia la svolta a sinistra in corso Pestalozzi arrivando dal lungolago, in orari di «morbida» si vedono al massimo 2-3 veicoli in coda al semaforo di fronte al Quartiere Maghetti, mentre solamente nei momenti più caldi la corsia di preselezione provvisoria è occupata quasi per intero (fino alle strisce pedonali del casinò).

E i benefici?

Questo è quanto abbiamo potuto notare. Ma il quesito vero forse è un altro. Ovvero tali modifiche hanno portato dei benefici in corso Elvezia, lungo il quale i serpentoni di auto quasi ferme finora sono stati una brutta abitudine, tanto da indurre delle proteste veementi da parte dei negozianti? Non vogliamo girarci intorno. Di code negli orari di punta ne abbiamo viste ancora, sia di mattina sia di sera. Quello che secondo noi è cambiato (in meglio) è che comunque è diminuito il traffico in arrivo in corso Elvezia dall’incrocio di via Balestra e non è poca cosa. Questo perché nei frangenti più complicati ai semafori all’angolo tra le due strade prima si vedevano cose turche, tra veicoli fermi in mezzo all’incrocio, scooter che sfrecciavano a velocità folli di fianco alla colonna ferma in attesa di svoltare a sinistra, e veicoli che addirittura invadevano la corsia di contromano in via Balestra per riuscire comunque a entrare in corso Elvezia.

Tuttavia le code in corso Elvezia in direzione del lungolago, dall’inizio alla fine della strada, come detto ancora ci sono, anche perché non si è arrestato il flusso in ingresso dallo strettissimo budello di via Bossi. Insomma spesso le code non partono più già da via Balestra, ma in corso Elvezia non sono svanite. Chissà, adesso forse dureranno meno nel tempo. In effetti la nostra impressione è che una parte non indifferente del traffico verso Lugano sud si sia trasferito in viale Cattaneo e che l’incrocio di piazza Castello sia migliore per gestire la situazione rispetto a quello di via Balestra.

Perciò è lecito pensare che l’esperimento non stia fallendo, anzi, soprattutto sul fronte del trasporto privato.

Sui mezzi pubblici invece...

Quanto ai mezzi pubblici? Verosimilmente l’aumento di auto in viale Cattaneo, come detto, non avrà agevolato i bus. Secondo il capodicastero Angelo Jelmini, «tra poche settimane potremo ragionare con i dati del primo mese, ma sicuramente abbiamo perso un corridoio privilegiato per i bus per favorire un po’ le auto. Però il monitoraggio da parte delle TPL è costante e non penso che, a conti fatti, vedremo dei risultati preoccupanti, anche se è vero che abbiamo perso un po’ di margine per recuperare eventuali ritardi dei mezzi».

Quanto a un giudizio più generale sulle modifiche, ha concluso Jelmini, «la situazione su corso Elvezia sta migliorando, anche se negli orari di punta delle difficoltà restano. Sarà interessante vedere come si evolverà la situazione con l’avanzare della stagione fredda, nella quale in molti preferiscono le auto alle moto».

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