Quando il vaccino ti arriva sotto casa

PANDEMIA

Nella giornata di sabato la postazione itinerante «on the road», al campus USI/SUPSI di Viganello, ha somministrato il preparato di Moderna a 120 persone – Abbiamo parlato con alcune di loro – IL VIDEO

Quando il vaccino ti arriva sotto casa
© CdT/ Chiara Zocchetti

Quando il vaccino ti arriva sotto casa

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Centoventi persone sono state vaccinate sabato 25 settembre all’interno della postazione itinerante della Protezione civile che ieri ha fatto tappa al Campus USI/SUPSI di Viganello. Si tratta di una media di 17 persone ogni ora, considerata la presenza sul territorio tra le 10.00 e le 17.00. È stata una giornata movimentata, quella al campus. La Festa in corte ha attirato molti ticinesi. Ma scambiando due parole con chi ieri si è vaccinato, solo uno ci ha parlato di casualità. «Passavo di qui, ho visto la postazione itinerante e ho pensato ‘‘perché no?’’» ci ha confessato. La stragrande maggioranza, invece, ha raggiunto volontariamente le tendine per sottoporsi al vaccino, «più comodo rispetto a Giubiasco e alle farmacie, dove bisogna prendere appuntamento».

Venerdì il furgone aveva fatto tappa all’USI, poco distante. Nella prima ora (tra le 11 e mezzogiorno) erano stati somministrati ben 52 vaccini (quasi uno al minuto). A fine giornata si è raggiunta la cifra di 153. Tanti erano studenti, ma vi erano pure residenti della zona e turisti svizzeri.

Tra le voci di chi ieri ha deciso di vaccinarsi ce ne sono moltissime giovani. «Per uscire tranquilli la sera», «come gesto per la collettività», «perché è giusto», «perché ora non ho più paura», «per viaggiare». Le motivazioni sono molte e variate. Ma tutti si sottopongono alla puntura con il sorriso. Un gruppo di tre amici arriva addirittura insieme. «Gli altri mi hanno chiamato e mi hanno detto ‘‘scendi che andiamo a vaccinarci’’ - spiega uno di loro -, e io sono uscito».

C’è anche una signora di 73 anni, a Viganello. È già stata malata di COVID-19, a fine febbraio del 2020. «Sono stata tra i primi a contrarlo». Racconta di una forte tosse, il «peso sul petto», ansia, perdita di gusto e olfatto, anche nei mesi seguenti. Con l’inverno in arrivo, ha deciso di sottoporsi alla vaccinazione. «Prima non mi fidavo, ma ora sono tranquilla e felice di averlo fatto».

Molti, però, ammettono di avere (finalmente) deciso di vaccinarsi perché si sentono obbligati. «Non si può praticamente fare più nulla senza». Una donna, in particolare, è amareggiata e nei 15 minuti di attesa post inoculazione ha quasi le lacrime agli occhi. «Sono frontaliera e lavoro da 37 anni come infermiera - confessa -. Stanno violando la mia libertà. O lo faccio, oppure devo sottopormi a mie spese a due tamponi alla settimana. Non credevo che avrei mai assistito a una cosa simile. Questa è una ferita nell’anima».

Salvo qualche eccezione, comunque, a Viganello ieri lo spirito era assolutamente positivo. E il risultato è soddisfacente. Il mese di settembre della vaccinazione itinerante, «on the road», si conclude con Airolo oggi (Piazzale Motta), Aquila lunedì 27 (ex Casa comunale) e Biasca (piazza comunale ex UBS) martedì 28 settembre.

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