Quell’appartamento in cui nessuno poteva entrare

Lugano

Emergono nuovi dettagli sul fermo dell’ex vicario generale Azzolino Chiappini, sospettato di sequestro di persona - La donna trovata a casa sua era arrivata in Ticino 12 anni fa ed è possibile che l’inchiesta sia partita dalla segnalazione di una ditta che stava effettuando dei controlli tecnici all’immobile

Quell’appartamento in cui nessuno poteva entrare
© CdT/ Chiara Zocchetti

Quell’appartamento in cui nessuno poteva entrare

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«Non può essere». «Deve trattarsi di un’ingenuità». «Per come lo conosco non può aver davvero commesso i reati di cui è sospettato». Il fermo di don Azzolino Chiappini ha lasciato di stucco quasi tutti all’interno della Diocesi anche perché il prelato - ex vicario generale ed ex rettore della Facoltà di teologia - è tra le figure più importanti della chiesa ticinese. Le ipotesi di reato nei suoi confronti (sequestro di persona, coazione e lesioni semplici per condotta omissiva) sono pesanti anche se, da sole, non aiutano a fare completamente chiarezza sul caso.

Tanti sapevano di quella donnaMa veniamo ai fatti. Venerdì il Ministero pubblico e la polizia sono intervenuti nell’appartamento di Chiappini al Borghetto - di proprietà della Curia e a pochi passi dalla Cattedrale - trovando al suo...

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