Rapinatore senza mascherina sul treno: condannato

Lugano

Per la prima volta un 25.enne è stato ritenuto colpevole anche del reato di contravvenzione alla legge sulle epidemie

Rapinatore senza mascherina sul treno: condannato
I fatti sono avvenuti una sera di settembre su un treno FFS. © CdT/ Chiara Zocchetti

Rapinatore senza mascherina sul treno: condannato

I fatti sono avvenuti una sera di settembre su un treno FFS. © CdT/ Chiara Zocchetti

La pandemia e l’obbligo di utilizzare la mascherina entrano in aula penale. Per la prima volta infatti, oggi a Lugano un 25.enne è stato condannato per il reato di contravvenzione alla legge federale sulla lotta contro le malattie trasmissibili dell'essere umano (legge sulle epidemie).

Ma andiamo con ordine. Erano quasi le 23 di un lunedì di settembre quando, insieme a un amico, su un treno FFS nel tratto Lugano-Rivera l’uomo ha attaccato briga con un 15.enne e un suo amico, minacciandoli e facendosi consegnare la collanina d’oro che il minorenne aveva al collo. Il tutto, appunto, senza indossare la mascherina di protezione (l’utilizzo su un mezzo di trasporto pubblico è obbligatorio secondo l’Ordinanza COVID-19) e mentre era sotto l’effetto di cocaina. Ma non solo. Nell’atto d’accusa firmato dalla procuratrice pubblica Pamela Pedretti sono elencati altri reati commessi dal giovane svizzero di origini kosovare: lesioni semplici, ingiuria, ricettazione, contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti e violazione dell’assistenza riabilitativa e delle norme di condotta. Sempre la scorsa estate, infatti, il 25.enne reo confesso si è reso protagonista di un pestaggio ai danni di un uomo (e poi della sua automobile) in centro a Lugano, mentre per alcuni mesi ha consumato sostanze stupefacenti. Per tutti questi reati l’uomo è stato condannato oggi a dieci mesi di detenzione dalle Assise correzionali di Lugano, presiedute dal giudice Amos Pagnamenta. Per la contravvenzione alla legge sulle epidemie gli è stata inflitta una multa di 300 franchi. Il processo si è tenuto con la formula del rito abbreviato.

Difeso dall’avvocato Yasar Ravi, il giovane non è nuovo all’aula penale. Nell’aprile 2019 era comparso davanti alla Corte delle correzionali per rispondere di diversi furti e rapine nonché del pestaggio e della rapina, avvenuti a Paradiso nell’autunno del 2018, ai danni di un 38.enne svizzero affetto da una patologia psichiatrica cronica che lo rende incapace di leggere la realtà. Il giovane, allora 22.enne, era stato condannato a 20 mesi di carcere, di cui 6 mesi da espiare e gli altri 14 sospesi condizionalmente per un periodo di prova di 4 anni. Oggi il giudice ha acconsentito a non revocare il beneficio della sospensione condizionale concesso a quella pena detentiva; il periodo di prova è però stato prolungato di un anno. «Se dovessi rivederla in quest’aula - ha detto Pagnamenta all’imputato - le assicuro che quei 14 mesi di carcere se li farà tutti». Il 25.enne si è detto pentito e pronto a ricominciare una nuova vita in Svizzera interna, dove andrà a lavorare al fianco del fratello. «Se dovessi tornare in un’aula di tribunale - ha risposto al giudice - me ne può dare dieci di anni di carcere: le assicuro che non mi vedrà più».

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