In aula

Recidivo, produce e spaccia cocaina: pesante condanna

Un 26.enne ticinese al terzo processo alle Criminali in pochi anni dovrà passare 3 anni e 8 mesi in carcere: «Delle leggi se ne infischia e non ha preso coscienza di quanto fatto»

Recidivo, produce e spaccia cocaina: pesante condanna
(Archivio CdT)

Recidivo, produce e spaccia cocaina: pesante condanna

(Archivio CdT)

LUGANO - Non solo ad attendere in aula un 26.enne del Locarnese vi era un atto d’accusa con numerosi capi d’imputazione, ma per lui si trattava del terzo processo di fronte a una Corte della assise criminali dacché era diventato maggiorenne. E, oggi come allora, il procedimento a suo carico si è chiuso con una condanna, a 3 anni e 8 mesi di carcere interamente da scontare. Il giovane, condannato in passato a pene superiori ai due anni per rapine, questioni di droga e atti violenti, questa volta doveva rispondere di reati legati in particolare agli stupefacenti e alla legge sulla circolazione.

Non mancando di rimarcare come appena uscito dal carcere nell’aprile del 2017 il 26.enne abbia (ri)preso a spacciare cocaina («L’ho fatto perché non mi bastavano i soldi dell’assistenza», ha detto lui in aula), la procuratrice pubblica Pamela Pedretti ne chiedeva la condanna per aver detenuto e prodotto nel suo appartamento di Massagno almeno 1.270 grammi di cocaina (in correità con altre quattro persone fra il luglio del 2017 e l’arresto in aprile del 2018, quando ne sono stati trovati 55 grammi netti), per averne alienata nello stesso periodo oltre mezzo chilo a diversi consumatori locali, e per aver cercato di importarne tre chili dalla Francia e dalla Repubblica Dominicana.

Questi quantitativi di droga sono però stati ridotti per il principio «in dubio pro reo» dalla Corte, presieduta dal giudice Marco Villa (giudici a latere Renata Loss Campana e Fabrizio Filippo Monaci), che ha imputato all’uomo il possesso e la produzione di 355 grammi di cocaina e l’alienazione di 390.

A pesare sulla condanna dell’uomo (Pedretti aveva chiesto 4 anni e 6 mesi di reclusione, la sua patrocinatrice - avvocato Chiara Buzzi - al massimo 3 anni in parte sospesi) è stata in parte la recidiva e in parte il concorso di reati. Se i reati relativi agli stupefacenti hanno pesato sulla condanna per 30 mesi, ne vanno aggiunti 9 per infrazioni gravi alle norme della circolazione (guida senza patente e assicurazioni, in un caso portando in giro un bimbo di sette anni su una moto), uno per riciclaggio (quasi 5.000 franchi, proventi dello spaccio di droga), uno per detenzione di sostanze dopanti («di un amico culturista che voleva nasconderli alla sua ragazza») e vendita di alcune pastiglie di Viagra e Cialis, e il restante per la recidiva. Totale, appunto, 3 anni e 8 mesi.

La prognosi dell’imputato è stata definita «nefasta» e la sua colpa è stata giudicata grave: «Delle leggi se ne infischia e non c’è stata una vera presa di coscienza di quello che ha fatto», ha detto Villa.

Il 26.enne è stato al contempo prosciolto dall’accusa di voler importare 3 chili di cocaina dall’estero («era un bluff», si era giustificato lui) e da quella di incitazione al soggiorno illegale per aver ospitato un dominicano per cui vigeva il divieto d’entrata in Svizzera («Non abbiamo prova che sapesse che era nel Paese illegalmente», ha detto la Corte).

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