Rientriamo a Villa Favorita con le chiavi della memoria

LUGANO

Il complesso di Villa Favorita potrebbe tornare accessibile al pubblico, almeno parzialmente. Noi intanto ci siamo «rientrati» grazie ai ricordi di tre persone che ci hanno abitato ai tempi del barone Hans Thyssen

Rientriamo a Villa Favorita con le chiavi della memoria
Si riaprirà a tutti?  (Foto Zocchetti)

Rientriamo a Villa Favorita con le chiavi della memoria

Si riaprirà a tutti?  (Foto Zocchetti)

Rientriamo a Villa Favorita con le chiavi della memoria
Uno scatto dal lago del 2011.  (Foto CdT)

Rientriamo a Villa Favorita con le chiavi della memoria

Uno scatto dal lago del 2011.  (Foto CdT)

Rientriamo a Villa Favorita con le chiavi della memoria
Casa Corbellina dalla strada cantonale.  (Foto Zocchetti)

Rientriamo a Villa Favorita con le chiavi della memoria

Casa Corbellina dalla strada cantonale.  (Foto Zocchetti)

Il grande cancello nero fa il suo lavoro in modo ineccepibile. Solido e severo, si erge all’imbocco della strada in porfido che porta prima a Casa Corbellina e poi, attraverso un parco che al momento possiamo solo immaginare, a Villa Favorita. Forse quel giardino affacciato sul Ceresio tornerà ad accogliere tutti i luganesi, se l’accordo fra la Città e la famiglia Invernizzi andrà in porto. Per ora l’inferriata continua a segnare il confine fra spazio pubblico e proprietà privata. Quello che il cancello non può fare è fermare i ricordi di chi, un tempo, lo oltrepassava ogni giorno. Giancarla Maggi, ottantaquattro primavere, in quel luogo immerso nel verde ha trascorso dieci anni della sua adolescenza. La donna, indicataci da una nostra lettrice dopo l’articolo dell’8 maggio scorso su Casa...

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