“Rifiutavano le visite dei servizi sociali”

Lugano, emergono dettagli sulla vicenda che ha portato al recupero di 18 cagnolini da un appartamento invaso dai rifiuti

“Rifiutavano le visite dei servizi sociali”

“Rifiutavano le visite dei servizi sociali”

“Rifiutavano le visite dei servizi sociali”

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“Rifiutavano le visite dei servizi sociali”

“Rifiutavano le visite dei servizi sociali”

“Rifiutavano le visite dei servizi sociali”

LUGANO - È una vicenda triste e scioccante di estremo disagio sociale quella emersa ieri a seguito di un comunicato stampa della Società protezione animali di Bellinzona, intervenuta venerdì in un appartamento di Lugano su richiesta del veterinario cantonale per recuperare diciotto cagnolini di piccola taglia (vedi suggeriti).

«Il nucleo famigliare che viveva nell'appartamento - composto da madre, padre e tre figli adolescenti minorenni - era seguito dai servizi sociali della Città» spiega Lorenzo Quadri, capo dicastero Formazione, sostegno e socialità. «La loro condizione di disagio era nota, ma non si era a conoscenza dello stato di degrado dell'abitazione perché rifiutavano le visite a domicilio dei servizi sociali, che per legge non possono essere imposte senza un ordine della Magistratura. Questo è un grosso limite dei servizi sociali, ma giustamente non si può andare contro la volontà di persone adulte».

La reale situazione in cui viveva la famiglia con i cani è quindi emersa solo recentemente, quando è stata presentata una denuncia per maltrattamenti nei confronti dei minori. Questo ha fatto scattare l'intervento della polizia giudiziaria e la segnalazione al veterinario cantonale, dopo la scoperta dello stato in cui erano tenuti l'appartamento e i cani.

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