Ripartenza lampo sul Bar: arrivano Santese e Mauri

CAPANNE

Il rifugio riapre domani in versione «light» con i due nuovi guardiani scelti dal Club alpino - LE FOTO

Ripartenza lampo sul Bar: arrivano Santese e Mauri
James Mauri (a sinistra) e Serge Santese.  (Foto Putzu)

Ripartenza lampo sul Bar: arrivano Santese e Mauri

James Mauri (a sinistra) e Serge Santese.  (Foto Putzu)

Ripartenza lampo sul Bar: arrivano Santese e Mauri

Ripartenza lampo sul Bar: arrivano Santese e Mauri

Ripartenza lampo sul Bar: arrivano Santese e Mauri

Ripartenza lampo sul Bar: arrivano Santese e Mauri

Dal bar al Bar. Tra la minuscola e la maiuscola le differenze sono tante, dalla velocità con cui può cambiare il tempo alla tenuta che indossa il cliente tipo, ma Serge Santese e James Mauri si sono preparati. Sono loro i nuovi guardiani scelti dal Club alpino svizzero per gestire la capanna affacciata su Lugano a milleseicento metri sopra il livello del mare. Prendono il posto dei grigionesi Martin Meiler e Mandy Warnke e lo fanno da subito: la riapertura è prevista per domani, un mese in anticipo rispetto alle previsioni del CAS dopo la disdetta ai guardiani precedenti. Si comincerà in modo «soft», con piatti semplici, poi il servizio verrà man mano arricchito e da metà giugno saranno di nuovo possibili i pernottamenti. La tabella di marcia non può che soddisfare il Club alpino, che ha scelto Santese e Mauri per la loro esperienza nel campo della ristorazione e per il fatto che «sono grandi amanti del monte Bar». Mauri, tra l’altro, continuerà ad essere attivo nella gestione del bar di famiglia in centro città.

Ripartenza lampo sul Bar: arrivano Santese e Mauri

La ricerca dell’equilibrio
Santese è fiero di esser stato scelto. «È un piccolo privilegio poter gestire questa capanna, che abbiamo frequentato tanto. Puntiamo a darle stabilità e a garantire un buon servizio». Anche Mauri è innamorato del luogo. «Mi piace tanto, è un ritrovo per tutti i luganesi e permette di vivere un’esperienza diversa». La città non è lontana, però l’atmosfera è di montagna. Ma che valore ha, la montagna, per i nuovi guardiani? Per Mauri «è meditazione». «Per me - risponde Santese - una decrescita felice. Passo da locali grandi, con molto personale, a un ambiente familiare e zen. Qualcosa di più vicino all’essere umano. Lavoreremo comunque tanto, ci sarà da produrre, quello non cambia, ma in questo contesto mi sento più a mio agio». Qualcuno che conosce i due gestori e sa in quale genere di locali lavoravano o lavorano tuttora, scherzando, dice «addio capanna», nel senso che d’ora in poi potrebbe prevalere l’anima più cittadina del rifugio. Sensazioni a parte, è lecito chiedersi come Santese e Mauri risolveranno il cronico dilemma identitario di questo ritrovo: deve essere più ristorante-albergo o più capanna montana? «Dovremo trovare un equilibrio - sintetizza Santese - cioè garantire il classico servizio da capanna e qualcosa in più per chi vuole, può o si aspetta di più». Qualche idea sta già maturando. A Santese piacerebbe avere un piccolo angolo-bar esterno, ideale per gli aperitivi, mentre Mauri sta pensando di creare un orto biodinamico di montagna (cioè senza usare sostanze chimiche) che un domani possa garantire delle materie prime coltivate praticamente in casa. Per tutti gli altri ingredienti, l’idea è quella di rivolgersi ai contadini della zona. «Vogliamo creare un bel rapporto con questo luogo e valorizzarlo».

Niente paura
E il coronavirus? Il Club alpino tiene a rassicurare tutti gli escursionisti: «La moderna struttura della capanna, grazie anche alle piccole camere, permette di rispettare le misure di protezione».

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