Salvare il vecchio deposito? La bilancia pende verso il no

DIBATTITO

I contrari alla demolizione dello stabilimento di Viganello invocano l’intervento della Città, ma i municipali interessati non sono pronti a scendere in campo: chi perché non ci crede, chi perché è tardi

Salvare il vecchio deposito? La bilancia pende verso il no
Destino ormai segnato? © CDT/Zocchetti

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Destino ormai segnato? © CDT/Zocchetti

«Capiamo il valore delle cose solo quando le perdiamo». Comunque la si pensi, la massima in questione sembra scritta apposta per chi, nei giorni scorsi, ha contestato la prevista demolizione dello storico deposito dei bus di Viganello. Al suo posto, pensando anche all’apertura, l’anno prossimo, del nuovo campus universitario, Artisa vuole costruire un edificio di sette piani con un hotel da 110 camere e 100 abitazioni a pigione sostenibile pensate soprattutto per anziani e studenti. Ma restiamo sul deposito, attualmente occupato dalle ARL e in passato dalla società che gestiva la ferrovia Lugano-Cadro-Dino. L’edificio è inserito nell’Inventario federale degli insediamenti da proteggere, ma non è tutelato dal Piano regolatore: quando il Municipio e il Consiglio comunale, qualche anno fa, avevano...

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