Sconti di pena a chi ha parlato

Rapina di Molinazzo

4 anni e 5 mesi per rapina aggravata all’imputato che ha raccontato come funzionava la banda - La sua pena è quindi minore di quella dei due soci che si sono avvalsi della facoltà di non rispondere

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Sono condanne importanti, in linea con quanto richiesto dall’accusa, quelle inflitte poco fa dalla giudice delle Assise criminali Francesca Verda Chiocchetti a tre degli otto membri (gli altri sono latitanti) che lo scorso 5 luglio 2019 avevano assaltato un furgone portavalori a Molinazzo di Monteggio, sequestrandone inoltre l’autista, e facendo sparire circa 3,2 milioni di franchi. Quanti ne abbiano intascati non è però stato chiarito. Le cassette di sicurezza aveano meccanismi antiscasso che macchiavano il denaro, e i tre affermano di aver portato a casa «solo» 60.000 euro, ma non ci sono prove contrarie né favorevoli.

Dei tre, l’unica a esssere condannato per rapina aggravata è anche quello che si è visto infliggere la pena minore: un 46.enne siciliano, l’unico reo confesso, che ha svelato l’esistenza della banda e rivelato che c’era una divisione dei complici ben specifici. La Corte gli ha pienamente creduto (mentre le difese dei due correi ne mettevano in dubbio il racconto) e, per via della collaborazione ampia, l’ha condannato a quattro anni e cinque mesi di carcere. Qualche mese in meno dei due correi, pure condannati per rapina, ma semplice e non aggravata. Un 63.enne di Viggiù è stato condannato a 4 anni e 8 mesi, e un 40.enne di Tradate a 4 anni e 7 mesi: entrambi durante il procedimento si sono avvalsi della facoltà di non rispondere e ne hanno pagato le conseguenze. Tutti e tre sono stati espulsi dalla Svizzera per 12 anni e al 46.enne non è stata revocata la sospensione condizionale per una precedente condanna in Ticino, sempre per l’ampia collaborazione offerta agli inquirenti.

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