«Scriveremo a Mattarella per evitare una Brexit al contrario»

Campione d’Italia

Il comitato civico dei cittadini dell’enclave rilancia l’allarme sull’applicazione della direttiva che farebbe entrare il paese nell’unione doganale europea e creerebbe «situazioni paradossali»

«Scriveremo a Mattarella per evitare una Brexit al contrario»
© CdT/Archivio

«Scriveremo a Mattarella per evitare una Brexit al contrario»

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Piove sul bagnato a Campione d’Italia, in attesa di un capodanno che nessuno sembra voler festeggiare. Questo perché pare inevitabile l’entrata in vigore, dall’inizio dell’anno prossimo, dell’ormai famigerata direttiva 2018/0124, con cui l’Italia ha chiesto nel 2017, quindi prima del fallimento del casinò, che l’enclave sia inclusa nel territorio doganale dell’UE.

«A Roma non ci ascoltano»

Ieri i membri del Comitato civico campionese hanno voluto incontrare la stampa - arrivata anche da oltregottardo - per cercare di far riecheggiare la loro voce tra i corridoi dei ministeri romani, dove qualche anonimo funzionario, secondo loro, starebbe facendo orecchie da mercante. «Dopo una petizione, siamo intenzionati a sollecitare nuovamente anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella», ha sostenuto il presidente del comitato civico, Roberto Canesi. «Si deve assolutamente evitare questa Brexit al contrario, decisa da burocrati che sanno assai poco della nostra storia e delle nostre peculiarità». I campionesi perderebbero tanti servizi svizzeri, tra cui telefonia, posta e le targhe ticinesi sulle macchine. «Chi ha le auto in leasing verosimilmente dovrà pagare molti soldi, in un momento in cui il paese è già in ginocchio per la chiusura del casinò», ha aggiunto Canesi, secondo il quale la direttiva creerà anche altre situazioni incresciose.

La spazzatura in dogana

«I nostri cittadini sono soliti nascere e morire in strutture sanitarie elvetiche. Dovremo espletare complicate pratiche doganali anche per dare degna sepoltura ai nostri cari?». Insomma i campionesi rappresentati dal comitato chiedono perlomeno che non si applichi la nuova direttiva fintanto che non si troveranno accordi puntuali con le autorità elvetiche. «Dalla Svizzera dipende anche il nostro servizio di raccolta dei rifiuti. Dovremo vedere i camion fermi alla dogana che dovrà essere costruita? Le lettere in arrivo a Campione per il 70% vengono dalla Svizzera e diventeranno tutte internazionali. Dovranno passare da Milano e costeranno forse il quadruplo», ha concluso Canesi, non prima di sottolineare come «questa direttiva sia diventata orfana, dato che non c’è più alcun segno di vita di coloro che a Campione hanno domandato che venisse applicata».

Oltre alla dogana, c’è anche un altro spauracchio per i campionesi, ossia la prospettata istituzione di una tassa locale sul consumo, una sorta d’imposta sul valore aggiunto che ricalca fedelmente le aliquote IVA applicate dalla Confederazione. Essa determinerebbe - secondo il Comitato civico - maggiori costi in capo al cittadino, oltre all’obbligo di adempiere a formalità amministrative incomprensibili, che avranno come unica conseguenza quella di penalizzare un’economia locale già fortemente provata. Infine, quanto all’auspicata riapertura del casinò, i suggerimenti mandati al Ministero dell’economia dal commissario straordinario Maurizio Bruschi sarebbero rimasti «lettera morta». Oltretutto, questa è una notizia fresca, l’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) avrebbe appena respinto le richieste dei dipendenti per la riscossione del loro trattamento di fine rapporto (TFR).

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