Semaforo giallo per i correttivi al PVP

Lugano

Il Cantone non congela la sperimentazione, su cui però dovrà esprimersi il Legislativo. Ghisletta: «È uno spreco, lasciate perdere» – Bertini: «Ci ostacolate per pura ideologia»

Semaforo giallo per i correttivi al PVP
(foto archivio CdT)

Semaforo giallo per i correttivi al PVP

(foto archivio CdT)

Ora che si fa? La Sezione degli Enti Locali (SEL), organo di verifica del Cantone sulle attività dei Comuni, ha dato sostanzialmente ragione a Raoul Ghisletta (PS) convinto che l’annunciata sperimentazione di alcune modifiche al Piano viario del polo (PVP) non avesse un’adeguata base legale nei Preventivi 2019 della Città. Nella risposta all’istanza socialista, la SEL ha sottolineato che «183.000 franchi posti a carico del conto ‘consulenze: unità di gestione della mobilità’ comportano a tutti gli effetti un superamento (di pari importo) del credito di preventivo di questa voce» e che «la riduzione di altre voci del medesimo centro di responsabilità fino all’importo di 183.000 franchi contiene sì entro i limiti iniziali il fabbisogno complessivo del Comune, ma non pone la base legale per il sorpasso della voce sopra citata». In pratica, non si può compensare il singolo superamento risparmiando altrove.

«Prima Vanno Preventivate»

Perciò, ha spiegato la SEL, «su tale superamento dovrà in ogni caso pronunciarsi il Consiglio comunale nell’ambito di un aggiornamento dell’attuale Preventivo o, da ultimo, all’occasione della seduta sui Consuntivi 2019». Insomma il Municipio è stato colto in castagna, almeno in parte, ma ha ancora la possibilità di riparare facendo decidere al Consiglio comunale. Infatti, ha concluso la SEL, «la questione va affrontata in primis a livello locale. Non tocca all’autorità superiore intervenire a titolo preventivo per bloccare spese e progetti sui cui formalmente può (e deve) ancora determinarsi il Consiglio comunale. Essa interverrà semmai in seconda battuta (...), qualora dovesse verificarsi una mancata ratifica del superamento di tali spese. In quella sede sarà se del caso anche valutato l’agire municipale». Tuttavia Ghisletta, forte di questa risposta della SEL, è tornato a chiedere che il Municipio desista del tutto dal suo intento di provare le tre modifiche tra l’incrocio di piazza Castello e la Pensilina Botta. «Il PS Lugano si oppone a tale spesa considerandola uno spreco, dato che a seguito della sperimentazione il numero di auto non calerà; il traffico sarà solamente spostato da una via all’altra. Inoltre si intralcerà il traffico dei bus nella zona Pensilina Botta», ha affermato Ghisletta.

«Avete alternative?»

Parole, quelle dell’esponente socialista, che non sono piaciute affatto al vicesindaco Michele Bertini, tra i più accesi sostenitori delle modifiche al PVP: «È triste vedere che malgrado i forti disagi della popolazione, in particolare in corso Elvezia, via Bossi e adiacenze, c’è chi si ostina nell’ostacolare un Municipio che ha finalmente avuto il coraggio di trovare delle soluzioni a una situazione manifestamente insoddisfacente. E questo per pura ideologia – incalza Bertini – perché non vengono proposte soluzioni concrete alternative». Quanto alla presa di posizione degli Enti locali, il vicesindaco sottolinea che la risposta giunta da Bellinzona «conferma il margine di manovra del Municipio che, nell’ambito del suo apprezzamento, può decidere se aggiornare il preventivo o rimettere la decisione del Legislativo in sede di approvazione dei consuntivi». Bertini è per la seconda opzione.

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