Sessa rimane sospesa in un limbo

FUSIONI

Per il Municipio l’aggregazione resta un’opzione, nonostante il no delle urne e del Governo – Il sindaco Antonietti: «È un’opportunità che andrebbe colta per il bene dei cittadini»

Sessa rimane sospesa in un limbo
Sessa adesso non vuol restare sola. (Foto CdT/bp)

Sessa rimane sospesa in un limbo

Sessa adesso non vuol restare sola. (Foto CdT/bp)

SESSA - In quel di Sessa si stanno sicuramente vivendo dei momenti d’incertezza, a cui bisogna reagire nella maniera più lucida possibile. A sostenerlo è stato il Municipio del borgo malcantonese, i cui elettori, verso la fine dell’anno scorso, hanno respinto (col 52,7% di voti contrari) il progetto d’aggregazione con i vicini di Ponte Tresa, Croglio e Monteggio, che invece sono risultati tutti favorevoli al progetto, che è stato portato avanti d’intesa dai quattro rispettivi Municipi e con il beneplacito del Consiglio di Stato, che aveva promesso un sostegno finanziario piuttosto importante (adesso rimodulato).

Una fusione a tre o a quattro?
Sollecitato con un’interrogazione da quindici consiglieri comunali (primo firmatario il PLR Andrea Lavagetti), l’Esecutivo ha spiegato che si sta attivando per farsi trovare pronto qualsiasi sarà il responso del Parlamento cantonale, a cui spetterà il compito di decidere se proseguire con una fusione a tre solamente con i paesi favorevoli, come ha proposto il Consiglio di Stato nel suo messaggio, anche se la fusione a quattro resta un’opzione per il Municipio di Sessa. La decisione del Gran Consiglio molto probabilmente si avrà durante il prossimo mese di settembre. Fino ad allora il nostro Comune continuerà a vivere come in un ‘‘limbo’’ e sarà perciò molto importante tenere aperte (o addirittura spalancate) le porte per un’eventuale nostra adesione al nuovo Comune, con dei puntuali contatti con il gruppo intercomunale preposto allo studio dell’organizzazione della nuova entità del Comune di Tresa», ha affermato il Municipio di Sessa nella sua risposta all’interrogazione.

Pronti a qualsiasi risultato
«Se la decisione politica sarà per un’aggregazione a quattro Comuni, noi dovremo essere pronti ad entrare nella nuova entità con le medesime possibilità decisionali degli altri tre Comuni e non da ultimi arrivati, costretti magari ad accettare eventuali progetti operativi e organizzativi già in corso di realizzazione».

Se invece il Parlamento cantonale dovesse decidere di tenere fuori Sessa dall’aggregazione, secondo il Municipio andranno prese «una serie di decisioni atte a risolvere quelle problematiche che si presenteranno a livello sia finanziario sia istituzionale legate alle diverse sinergie e collaborazioni che già oggi abbiamo con gli altri tre Comuni della Valle della Tresa: collaborazioni che potrebbero venire a mancare con la nascita di un nuovo Comune a tre e non a quattro come inizialmente auspicato anche dal nostro Esecutivo e dal nostro Legislativo».

Avanti tutta
Contattato dalla nostra testata, il sindaco di Sessa, Sergio Antonietti, ha ribadito come «l’aggregazione era e rimane tuttora un’opportunità da cogliere, anche per chi, come noi, ha sicuramente delle possibilità di scelta, dato che non siamo affatto un Comune con l’acqua alla gola. Riteniamo che il lavoro dei quattro Municipi per preparare l’aggregazione sia stato fatto pienamente per gli interessi dei cittadini e sarà nostro compito difendere questa posizione di fronte alla commissione del nuovo Gran Consiglio. I consiglieri comunali ci hanno chiesto quali potrebbero essere le conseguenze finanziarie per noi, con e senza questa aggregazione, e noi abbiamo risposto nel limite delle nostre possibilità, visto che non siamo in grado di sapere adesso quale sarà la situazione futura», ha concluso il sindaco di Sessa.

Una scelta di campo quest’ultima che trova l’approvazione anche degli interroganti. «Personalmente e anche a nome degli altri quattordici firmatari – ha affermato Andrea Lavagetti – sono ben felice che non si voglia abbandonare l’idea dell’aggregazione, in vista della discussione che ci sarà in Gran Consiglio, perché sarebbe un toccasana per tutti. Come per ogni cosa nuova, organizzare un Comune a partire da quattro all’inizio potrebbe essere difficile, ma i vantaggi a lungo termine saranno sicuramente apprezzabili».

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