Urbanistica

Sette milioni per il centro storico di Melide

Il credito chiesto dal Municipio serve per riqualificare il nucleo - Prevista la ripavimentazione con pietra pregiata - GUARDA LE FOTO

Sette milioni per il centro storico di Melide
Ecco il futuro di piazza Fontana.

Sette milioni per il centro storico di Melide

Ecco il futuro di piazza Fontana.

Sette milioni per il centro storico di Melide
Uno scorcio del nucleo.

Sette milioni per il centro storico di Melide

Uno scorcio del nucleo.

È un investimento importante e atteso da tempo quello per la riqualifica del nucleo di Melide, per la quale il Municipio ha chiesto al Consiglio comunale un credito di 7 milioni di franchi. Si tratta del passo definitivo, a livello politico, per ridare lustro a uno dei borghi più noti del Cantone, dopo che negli anni scorsi è stato dato un mandato allo studio JPA Antorini Architetti per la progettazione. Come ha evidenziato lo stesso Municipio, oggi è piuttosto carente lo stato della pavimentazione, che dunque sarà oggetto della parte più visibile della riqualifica. Ovviamente si coglierà l’occasione per intervenire prima sulle sottostrutture, anch’esse caratterizzate da molte lacune. Come ha spiegato al CdT il sindaco di Melide, Angelo Geninazzi, «della necessità di rivalorizzare il nostro nucleo centrale se ne parla da almeno una ventina di anni. Ora siamo arrivati al dunque, siccome il Municipio sette anni fa ha deciso di prendere in mano la questione del Piano Generale di Smaltimento delle acque e del Piano Generale dell’Acquedotto, senza i quali non si sarebbe potuto procedere con la riqualifica».

Il cuore del progetto sarà la pavimentazione con pietra pregiata e la scelta è ricaduta sul granito di Iragna e sul porfido rosa di Cuasso Al Monte. «Abbiamo voluto privilegiare i materiali locali, che si integrano nel panorama urbano ticinese e che sono durevoli nel tempo» ha sottolineato il sindaco. Per quanto attiene ai lavori sotterranei, «abbiamo valutato, cogliendo la richiesta di un gruppo di cittadini, anche l’ipotesi di una centrale di teleriscaldamento, che le cifre rendono proibitiva. Comunque abbiamo sottoposto al Consiglio comunale un credito separato per la posa di condotte per l’acqua industriale, in modo da poter optare, in futuro, per degli impianti a termopompa». Oltre alla pavimentazione e alle sottostrutture, la riqualificazione prevede il rifacimento dell’arredo urbano e dell’illuminazione pubblica. Fulcro della valorizzazione di piazza Domenico Fontana sarà la nuova ubicazione dell’obelisco dedicato all’architetto melidese, passato alla storia in particolare per aver innalzato a sua volta l’Obelisco Vaticano, in piazza San Pietro, nel 1586. Sarà posizionato in modo da essere ben visibile da tre direzioni, anche perché sarà collocato su un basamento, com’era in origine. Il punto di forza, invece, del progetto illuminotecnico sarà il percorso luminoso che attraverserà tutto il nucleo, quasi ad accompagnare chi percorre le vie. Sarà basato sul concetto «d’illuminazione emozionale», che s’integrerà con l’arredo urbano.

Del progetto si parlerà mercoledì 18 settembre in una serata pubblica (alle 20.15 nella sala multiuso comunale) alla presenza dell’architetto progettista. Alcuni proprietari di stabili nel nucleo, come apprendiamo da una nota diramata ieri e firmata da Abbondio Adobati, si dicono già «preoccupati dall’ammontare del contributo di miglioria che si intende caricare su di loro e che il Municipio quantifica in 1,6 milioni». A detta loro, «il nucleo è patrimonio dell’intero Comune e come tale i costi per la riqualificazione devono essere sopportati in congrua misura dalla forza finanziaria complessiva del Comune».

Sette milioni per il centro storico di Melide

Si chiude il difficile dossier «lido»

Intanto si è tornati a parlare della difficoltosa liquidazione del cantiere del lido di Melide, per il quale si era già reso necessario un credito suppletorio di 350.000 franchi. Il Municipio si è trovato costretto a chiederne un altro al Consiglio comunale (stavolta 412.000 franchi) sostenendo che quando erano «pressoché terminate le opere di costruzione, nuovi inconvenienti si sono presentati a seguito della ricezione delle varie liquidazioni che, in alcuni casi, superavano ampiamente i preventivi allestiti dall’architetto responsabile (non è quello della riqualificazione del nucleo, ndr). Vista la scarsa e difficoltosa collaborazione con quest’ultimo, le complesse circostanze hanno spinto l’Esecutivo ad avvalersi delle competenze e consulenze di un legale e di procedere a delle trattative dirette con i diversi artigiani coinvolti». In effetti, rispetto a come si erano messe le cose subito dopo il cantiere, il conto finale per il Comune non pare molto più salato. Il superamento lordo è stato del 12,3%. Tuttavia, ha concluso il sindaco, «visti i notevoli sussidi che abbiamo ricevuto, l’onere aggiuntivo netto per Melide è stato di circa il 5%, ovvero meno di 200.000 franchi. Non siamo comunque contenti di questa situazione. Abbiamo difeso le nostre posizioni in tutte le sedi necessarie e le assicurazioni dei progettisti hanno di conseguenza riconosciuto al Comune importi considerevoli».

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