Sfitto in Ticino: il Sottoceneri è il più colpito

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Lo scorso giugno il tasso di abitazioni vuote in Svizzera è risultato in calo per la prima volta dopo dodici anni - Non così nel nostro cantone: a soffrire di più è il Mendrisiotto

Sfitto in <b>Ticino: il Sottoceneri è il più colpito</b>
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Sfitto in Ticino: il Sottoceneri è il più colpito

Era dal 2009 che in Svizzera il trend dello sfitto in crescita procedeva imperterrito. Ora invece, per la prima volta in dodici anni, l’Ufficio federale di statistica ha registrato un cambiamento di rotta storico: al primo di giugno sono state contate 7.467 unità abitative vuote in meno, arrivando a un totale di 71.365 «nidi» sfitti (-9,5%). Il tasso di sfitto è così diminuito all’1,54%, rispetto all’1,72% del 2020 e all’1,66% del 2019 .

Il Ticino però rappresenta la grande eccezione: già da tempo al di sopra della media nazionale, il nostro cantone è l’unico che continua a registrare una crescita delle case non abitate: in giugno erano 378 in più rispetto a un anno fa, arrivando a un totale di 7.017 (+5,7%). Il tasso di sfitto, pari al 2,83%, è quasi doppio di quello nazionale (rispetto al 2,71% del 2020 e al 2,29% del 2019 ).

Ci sono vari fattori che spiegano l’inversione di tendenza, che avrà bisogno di qualche tempo prima di poter essere confermata.

Chi cerca e chi offre

Innanzitutto la ripresa della domanda, supportata da un saldo migratorio positivo nell’anno del coronavirus. Domanda che tra l’altro ha favorito maggiormente le case familiari (il tasso di sfitto è sceso del 15,3%), rispetto agli appartamenti (-8,3%). E in secondo luogo l’offerta: secondo l’indice delle costruzioni di Credit Suisse, lo scorso anno le attività di costruzione delle unità abitative sono diminuite del 5%. In buona parte l’andamento delle nuove costruzioni è determinato dalle attività d’investimento dei grandi attori istituzionali, come ad esempio fondi e casse pensioni, che devono fare i conti con i tassi negativi sulla liquidità detenuta sui conti. C’è pure da dire che con la ripresa della congiuntura economica, da inizio anno sono tornate a crescere sia le attività costruttive, sia la domanda di permessi per le nuove costruzioni (+13%, secondo la società svizzera degli impresari costruttori).

A sud delle Alpi

Il Ticino è il secondo cantone ad avere più abitazioni vuote, preceduto solamente da Soletta (3,15%) e seguito a debita distanza da Appenzello Interno (2,59%) e Giura (2,56%). I Grigioni (0,87%) registrano invece un tasso inferiore all’1%, così come Zugo (0,34%, il più basso), Ginevra (-0,51%), Zurigo (-0,72%), Obvaldo (0,96%), Basilea Campagna (0,97%) e Svitto (0,99%).

A livello di domanda nel nostro cantone pesa l’andamento demografico. Da circa quattro anni la popolazione marcia sul posto, mentre lo scorso anno il Ticino è stato uno dei pochi cantoni a registrare un ulteriore calo.

D’altra parte l’offerta da anni continua a lievitare grazie alle forte attività di costruzione sponsorizzate dagli attori istituzionali. Sempre guardando ai dati UST, si nota come negli ultimi due anni in Ticino la crescita delle nuove costruzioni sia aumentata, in controtendenza con quanto successo a livello nazionale. Nel 2019 sono arrivate sul mercato quasi 3.200 nuove abitazioni, mentre nel 2020 sono aumentate di 3.150 unità. A fronte di queste cifre, per diversi esperti è probabile che l’aumento dello sfitto di quasi 400 unità quest’anno sia in realtà sottostimato.

A soffrire sono gli agglomerati urbani, con tasso dello sfitto passato dal 2,9% del 2020 al 3% del 2021. I dati dell’UST indicano pure che il Sottoceneri se la passa decisamente peggio del Sopraceneri. In cima alla classifica si trovano Chiasso e Mendrisio: nonostante la maggiore dinamicità portata dal polo universitario, con 1.400 abitazioni vuote hanno il maggior tasso di sfitto al 4,5%. Bellinzona, dove negli scorsi anni si è costruito molto anche sull’onda del progetto AlpTransit, segue subito dopo con un tasso del 3,5%. L’agglomerato di Lugano, che da tempo si confronta con il problema della città che si svuota, con 2.880 unità abitative vuote ha invece un tasso di sfitto del 3%. L’agglomerato di Locarno per finire è quello che invece si difende meglio: il tasso di sfitto è del 2,2% ed è anche l’unico che è diminuito rispetto allo scorso anno. Secondo gli esperti del mercato immobiliare, in questo caso giova probabilmente la rinnovata domanda di appartamenti e case unifamiliari da parte dei pensionati confederati.

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