Si può fare ordine nel Far West

Pian Scairolo

Il nuovo Piano regolatore intercomunale ha ricevuto il benestare del Cantone, e quasi tutti i quarantasei ricorsi sono stati respinti

Si può fare ordine nel Far West
©CDT/GABRIELE PUTZU

Si può fare ordine nel Far West

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Se fossimo nel far west, diremmo che è arrivata la legge a fare ordine. Ma siamo nel Luganese, sul Pian Scairolo, uno degli esempi negativi per eccellenza su cosa non fare a livello pianificatorio. Ma ora i Comuni interessati (Lugano, Collina d’Oro e Grancia), hanno un’arma in più per fare ordine. Negli scorsi giorni infatti il Consiglio di Stato ha dato luce verde al PR-CIPPS - il Piano regolatore intercomunale del Pian Scairolo. Non solo: si è trattato di un plebiscito. Dei 46 ricorsi inoltrati ne sono stati accolti solo una manciata, e su questioni puntuali. Non era affatto scontato, come vedremo.

Di cosa stiamo parlando

A grandissime linee la nuova pianificazione del Pian Scairolo mira a riordinare il comparto prendendo come riferimento la Roggia Scairolo. Nel senso che essa sarà riqualificata e valorizzata per farla divenire una ricucitura paesaggistica. Il concetto è questo: sulla sua sponda destra (dove si trovano i centri commerciali) si potranno insediare le attività lavorative e commerciali, su quella sinistra regnerà invece il verde, sotto forma di terreni agricoli, parchi, zone per lo sport. E ad accompagnare la Roggia nel suo scorrere vi sarà un sentiero pedonale. Per il resto sono state gettate le basi per creare corsie dedicate al trasporto pubblico (prima su gomma, tramite il cosiddetto AggloBus, che in futuro potrebbe lasciar posto alla seconda tappa del tram-treno), per interrare i 2/3 dei parcheggi e per fare ordine nella caotica situazione attuale.

«Siamo molto contenti perché il Governo ha ritenuto che quanto abbiamo proposto è valido - dice la sindaca di Collina d’Oro e presidente della CIPPS Sabrina Romelli. - L’iter è stato un po’ lungo, ma penso che poter fare un po’ d’ordine in un comparto così disordinato sia una cosa buona per tutti, sia per la popolazione che per gli imprenditori».

La scommessa degli indici

Il risultato è ancora meno scontato se si considera che uno dei principi alla base del nuovo PR è un concetto pressoché inaudito in Ticino, e quindi per certi versi una scommessa. Essenzialmente, come ci ha spiegato il pianificatore Stefano Wagner, chi oggi ha un edificio sulla sponda sinistra della Roggia destinata ad area verde può cedere i suoi indici di costruzione a chi si trova sulla sponda destra (dove sono pressoché esauriti). Se lo farà, dovrà poi demolire il suo edificio. Se non lo farà, l’edificio potrà essere mantenuto (non si finisce nell’illegalità) ma non ci si potrà fare altro che la manutenzione. Per incentivare il passaggio degli indici, inoltre, i pianificatori richiedono Piani di Quartiere (PQ) per le nuove costruzioni, cosa che obbliga più privati a mettersi assieme se vogliono apportare modifiche. Piani di Quartiere che dovranno occuparsi sia della sponda sinistra, sia di quella destra, e dunque curare l’area verde.

Uno studio per le acque

Come accennato, il Cantone ha tutelato questa impostazione, come peraltro anche quasi tutto il resto. Ha però chiesto un complemento d’informazione vincolante ai tre Comuni: vale a dire a dire stilare un progetto complessivo di sistemazione idraulica e naturalistica della Roggia Scairolo prima che possa partire ogni tipo d’intervento che interessi superfici situate all’interno del perimetro di protezione delle acqua (cioè i PQ).

Inoltre, il Consiglio di Stato non ha ritenuto abbastanza dettagliato il prospettato Polo di sviluppo economico. Si chiede quindi alla pianificazione locale di definire nel dettaglio i contenuti delle aree in cui potrebbe sorgere, di indicare una tempistica di sviluppo e chi si incaricherebbe di promuoverla.

Per Grancia è sostenibile?

Un altro appunto del Cantone riguarda lo sosteniblità finanziaria del PR-CIPPS per i tre comuni coinvolti. Parliamo di oltre 50 milioni nei prossimi vent’anni. Se per Lugano e Collina d’Oro non sembrano esserci problemi, il Consiglio di Stato ha qualche dubbio su Grancia e sugli 8,5 milioni con cui dovrebbe contribuire: «Per Grancia l’investimento risulta decisamente oneroso, ragione per cui si imporrà una rigorosa verifica da parte degli organi comunali circa la sua sopportabilità».

Niente da fare per la STAN

Dei 46 ricorrenti, qualcuno sta valutando di ricorrere al Tribunale amministrativo cantonale. Di sicuro ci sta pensando la STAN, visto che in prima istanza non le è stata riconosciuta la legittimità a ricorrere in quest’ambito pianificatorio: «LA STAN in generale in materia pianificatoria non ha la legittimazione - ci ha detto il presidente Tiziano Fontana - ma in casi specifici legati alla Legge federale il Tribunale federale in passato ci ha riconosciuto la legittimazione». La STAN ha ora 45 giorni per valutare se siamo in uno di quei casi. La conseguenza immediata è che l’autorità di prima istanza - non essendoci legittimità - non è nemmeno entrata in merito al ricorso. Stesso argomento per quello avanzato dall’ATA (Associazione traffico e ambiente).

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