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«Siamo disperati, c’è chi minaccia il suicidio»

Oltre duecento cittadini di Campione hanno deciso di bloccare la strada in segno di protesta - Le parole di una di loro: «Roma intervenga, non possiamo attendere oltre» - LE FOTO E IL VIDEO

«Siamo disperati, c’è chi minaccia il suicidio»
(Foto Putzu)

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CAMPIONE D’ITALIA - Sono oltre duecento le persone che questo pomeriggio hanno deciso di bloccare la strada che conduce a Campione d’Italia, all’altezza dell’arco della Pace. Come ci spiega Caterina Ferrari, ex dipendente della casa da gioco, si tratta di una manifestazione non autorizzata: «Abbiamo deciso di bloccare il paese perché siamo esasperati, non possiamo attendere oltre: le istituzioni italiane devono dare un segnale».

A bloccare l’accesso con tanto di catene non sono però soltanto gli ex dipendenti del Casinò, «ma l’intera comunità cittadina». «Siamo davvero al limite - prosegue - chiediamo che la Svizzera faccia da intermediaria con il Governo italiano. Non è più possibile continuare così, c’è gente che minaccia di suicidarsi».

Caterina ci racconta che, come tutti i membri della sua famiglia, lavorava alla casa da gioco fallita e la situazione è dura anche per i suoi genitori, a cui è stato bloccato l’assegno integrativo alla pensione. «Stanno dando fondo a tutti i loro risparmi per poter fare fronte a tutte le spese», sottolinea. Una situazione precaria che coinvolge gran parte dei campionesi: «Oggi, su un totale di 2mila abitanti, ben 250 famiglie sono costrette a servirsi al banco alimentare. Siamo disperati».

L’enclave è tornata accessibile nel tardo pomeriggio e sembrerebbe che i cittadini abbiano ottenuto un appuntamento in prefettura a Como martedì, quando in videoconferenza potranno confrontarsi con i ministri del Governo italiano Luigi Di Maio e Matteo Salvini.

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Caterina Ferrari, ex dipendente del Casinò dell’enclave. (Video Putzu)

La raccolta firme contro la decisione UE

In mattinata, intanto, è proseguita la raccolta di firme (arrivate a quota 800) contro la decisione di integrare il Comune nel territorio doganale UE. Nel documento redatto dai cittadini si chiede «l’ascolto e la comprensione delle competenti Autorità, affinché la recente Direttiva Comunitaria venga sospesa, nonché revocata, al fine di poter essere garantite e tutelate le esigenze primarie degli abitanti di Campione d’Italia». Una decisione che, scrivono, «comporterà inevitabilmente il sorgere, sul territorio di Campione, di numerose e gravi problematiche che andranno direttamente a condizionare, in maniera estremamente rilevante e negativa, la vita dei cittadini campionesi e la loro economia» La direttiva «rischia di compromettere irrimediabilmente i rapporti tra la confinante Confederazione Elvetica ed il Comune di Campione d’Italia, tenuto conto del fatto che non appare ragionevolmente accettabile che una normativa, che tanto incide sulla vita e sugli usi di Campione e dei suoi abitanti, possa essere resa operativa in assenza di preventivo accordo sulle relative modalità e condizioni di applicazione con la circostante Svizzera e Canton Ticino», si legge ancora.

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(Video Putzu)
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