Spara in strada e in casa, ma ancora non si sa perché

via beltramina

In stato di fermo un cinquantenne che giovedì sera ha esploso diversi colpi di fucile, fortunatamente senza causare feriti - Si indaga sul movente, ma fonti vicine alle indagini avvertono: «Non sempre c’è un motivo»

Spara in strada e in casa, ma ancora non si sa perché
Lo sparatore potrebbe aver puntato l’arma su un vicino, ma non è ancora chiaro se l’abbia fatto per davvero. ©CDT/Gabriele Putzu

Spara in strada e in casa, ma ancora non si sa perché

Lo sparatore potrebbe aver puntato l’arma su un vicino, ma non è ancora chiaro se l’abbia fatto per davvero. ©CDT/Gabriele Putzu

Spara in strada e in casa, ma ancora non si sa perché

Spara in strada e in casa, ma ancora non si sa perché

«Non sempre c’è un motivo». È questa una delle poche frasi che siamo riusciti a raccogliere a fonti vicine all’indagine tentando di capire i motivi che hanno portato - giovedì sera alle 20 - un uomo ad aprire il fuoco (prima all’interno dell’appartamento e poi all’esterno del caseggiato) in via Beltramina a Lugano. Una frase che dice poco ma che forse dice tutto. L’inchiesta - coordinata dalla procuratrice pubblica Pamela Pedretti - è ancora nelle sue fasi iniziali e tra le priorità degli inquirenti c’è proprio quella di tentare di capire come mai l’uomo - un cinquantenne svizzero residente a Molino Nuovo - abbia improvvisamente imbracciato una carabina (probabilmente un fucili da caccia) e iniziato a sparare in giro. Il tutto, fortunatamente, senza ferire nessuno.

Spara in strada e in casa, ma ancora non si sa perché

L’arma e il vicino

Come detto mancano ancora diverse certezze, ma ieri qualche dettaglio sull’accaduto è emerso. Stando a nostre informazioni l’uomo avrebbe - così raccontano delle testimonianze - puntato anche l’arma contro un vicino. Non è ancora chiaro se l’abbia fatto per davvero e, soprattutto, se l’abbia fatto direttamente oppure se tra i due ci fossero degli ostacoli (si parla per esempio di una porta). Gli inquirenti al momento non escludono nulla e stanno tentando di capire se fra lo sparatore e la persona verso cui sarebbe stata puntata l’arma ci fossero stati in passato dissidi. Ma questo non significa - ci ha detto la stessa fonte di prima - che questo sia il motivo. Perché appunto, «non sempre un motivo c’è».

L’intervento

Uditi gli spari, e avvistato un uomo armato in strada, la polizia è intervenuta immediatamente con un dispositivo ingente, facilitata dal fatto che il tutto è accaduto a poche centinaia di metri dalla sede della Polcom. Cantonale e comunale hanno circondato l’area e sono stati due agenti di Lugano a disarmare e immobilizzare l’uomo, che ora si trova in stato di fermo. Secondo la RSI, non è però ancora stato possibile interrogarlo.

A questo stadio delle indagini, a carico del cinquantenne confederato, incensurato, gli inquirenti ipotizzano i reati di esposizione a pericolo della vita altrui e di infrazione alla Legge federale sulle armi. Compito dell’autorità, infatti, sarà anche determinare se l’uomo aveva i documenti in regola per il possesso del fucile che gli sarebbe stato sequestrati.

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