IL CASO

«Spostiamo anche la chiesa degli Angeli?»

Non si placa a Lugano il dibattito sulla croce in acciaio posta davanti al monumento nazionale - Secondo la sezione di PPD e GG «non si vuole l’opera perché raffigura un simbolo religioso»

 «Spostiamo anche la chiesa degli Angeli?»
(Putzu)

«Spostiamo anche la chiesa degli Angeli?»

(Putzu)

LUGANO - Non si placa la discussione intorno allo spostamento della croce in acciaio dell’artista albanese Xelidon Xhixha che, dopo Pasqua, lascerà la parte di Piazza Luini davanti alla chiesa di Santa Maria degli Angeli per raggiungere la Cattedrale. Dopo l’interrogazione dell’UDC (Vedi Suggeriti), ora anche la sezione di Liugano di PPD e Generazione Giovani prende posizione e chiede al Municipio di lasciarla dove si trova fino alla fine della mostra.

«È con grande costernazione che abbiamo appreso – e con noi molta gente comune – delle incomprensibili traversie, di cui è stata (e sarà) oggetto la scultura», si legge in una nota firmata dal presidente della sezione Angelo Petralli e dal capogruppo in Consiglio comunale Michel Tricarico. «Delle venti opere collocate in vari punti di Lugano solo questa dovrà essere spostata. Il motivo? La sua collocazione nei pressi del LAC (anche se dal LAC non visibile!) non va bene ai vertici del Museo d'arte della Svizzera italiana (MASI)». Per la sezione del partito popolare democratico non è chiaro «chi abbia da parte del MASI fatto pressioni sul Municipio di Lugano affinché l'opera venga spostata altrove». È per contro chiarissimo, si legge ancora, «il vero motivo dello scandalo: quell'opera non la si vuole perché raffigura una croce, percepita come un simbolo religioso».

«Veramente c'è di che rimanere allibiti! Ma come? In ambito artistico sempre si reclama l'autonomia dell'arte da qualsivoglia pressione e poi sono proprio quelli che a Lugano devono occuparsi della programmazione artistica a porre delle censure? E la croce non la troviamo forse anche nella nostra bandiera nazionale? Le giustificazioni avanzate appaiono assurde: al punto da arrivare ad affermare che «la chiesa degli Angioli è un tutt'uno con il LAC» (lo ha dichiarato al CdT il direttore della Divisione cultura Luigi Di Corato, ndr.); dimenticandosi forse che quello straordinario monumento di fede e di arte (contenente il celeberrimo affresco di Bernardino Luini raffigurante le vicende della passione di Gesù e la sua crocifissione) esiste già da qualche secolo. Di più, il MASI pretenderebbe di avere potere decisionale su tutto ciò che lo circonda: ciò che potrebbe significare porre censure anche sulla programmazione musicale e teatrale e sull'uso di piazza Luini, qualora la stessa non risultasse gradita ai suoi vertici».

In conclusione, i pipidini non si capacitano del perché il Municipio abbia accolto la richiesta di spostare l’opera: «Vi è una chiara mancanza di coerenza rispetto alla difesa dell'autonomia dell'arte più volte invocata dal nostro Esecutivo». Dicendosi «assolutamente contrari allo spostamento della scultura», chiedono «ufficialmente al Municipio di lasciarla dove si trova fino alla conclusione della mostra».

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