«Stia lontano da sua moglie e non faccia mai più di testa sua»

Processo

Condannato a 18 mesi un marito che perseguitava e minacciava la consorte malgrado Polizia e Pretura lo avessero obbligato a stare ad almeno 200 metri di distanza

«Stia lontano da sua moglie e non faccia mai più di testa sua»

«Stia lontano da sua moglie e non faccia mai più di testa sua»

«Insistevo nel voler parlare con mia moglie perché non accettavo che dopo 33 anni di matrimonio la nostra storia potesse finire». Così si espresso l’imputato, quest’oggi, davanti al giudice Mauro Ermani. Un’insistenza che, però, si è ben presto trasformata in stalking. Ed è per questo motivo che il presidente della Corte delle assise correzionali di Lugano lo ha condannato a una pena di 18 mesi di carcere (11 dei quali sospesi per un periodo di prova di 4 anni) oltre all’obbligo di seguire un trattamento ambulatoriale. La sua insistenza, a conti fatti, si è spinta anche al di là delle imposizioni decretate dalla Polizia e dalla Pretura. Ripetuta coazione (stalking), ripetuta minaccia, ripetute (e in parte reiterate) vie di fatto e disobbedienza a decisioni dell’autorità i reati per i quali è stato chiamato a rispondere. L’uomo – un 56.enne serbo domiciliato nel Luganese – tra il gennaio e il marzo di quest’anno ha infatti più volte tentato di avvicinare la moglie, malgrado le autorità gli avessero imposto stare almeno a 200 metri di distanza e di non avere alcun contatto con lei, né per telefono né per iscritto. Stando a quanto ricostruito dal procuratore pubblico Zaccaria Akbas l’uomo, però, si presentava sotto casa della moglie, la tallonava in auto e seguiva pure l’autobus che prendeva. È stato un periodo durante il quale non sono mancate le minacce, al punto di arrivare a sostenere che le avrebbe spaccato le gambe, costringendola alla sedia a rotelle. E poi, oltre alla violenza verbale, in tre occasioni si è passati alle mani, sia verso la moglie che ai danni di uno dei quattro figli. Il 56.enne, difeso dalla legale Sabrina Aldi, ha ammesso i fatti e si è detto pronto a seguire il trattamento indicato nella perizia psichiatrica. «Deve stare lontano da sua moglie – lo ha ammonito il giudice durante la lettura della sentenza – e non faccia mai più di testa sua».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Lugano
  • 1

    «Ho pagato un prezzo altissimo»

    LUGANO

    Le parole dell’ex presidente dell’UDC Paolo Clemente Wicht dopo il proscioglimento dalle accuse di truffa e appropriazione indebita e la condanna per amministrazione infedele, omissione della contabilità e falsità in documenti

  • 2
  • 3

    Niente licenza: «Al momento le palazzine non si fanno»

    Melano

    Non c’è il benestare per il progetto che prevedeva la realizzazione di cinque edifici per un totale di circa cento appartamenti – Avviata una verifica del dimensionamento delle zone edificabili – Il sindaco Maffei: «Siamo oltre i parametri»

  • 4
  • 5

    «La polizia voleva intervenire sullo stabile»

    Ex Macello

    Già l’11 marzo il Municipio decise lo sgombero, ma poi cambiò idea e optò per la disdetta - Comunale e cantonale erano consapevoli che il problema principale sarebbe stato il controllo dell’area dopo la demolizione e avevano ventilato l’ipotesi di intervenire sulla struttura

  • 1
  • 1