LUGANO

Strisce a Ruvigliana: la Commissione alza la voce

Lettera al Dipartimento del Territorio: «Perché non siamo stati consultati? La Città lo fa sempre»

Strisce a Ruvigliana: la Commissione alza la voce
Il passaggio pedonale vicino alla scuola eliminato per errore e poi ripristinato. (Foto Zocchetti)

Strisce a Ruvigliana: la Commissione alza la voce

Il passaggio pedonale vicino alla scuola eliminato per errore e poi ripristinato. (Foto Zocchetti)

LUGANO - «Il disappunto della Commissione di quartiere di Viganello per via Ruvigliana: lettera aperta al Dipartimento del Territorio». Non lascia spazio a interpretazioni il titolo del documento inoltrato al Cantone dai cittadini contrari alla soppressone di tre passaggi pedonali lungo via Ruvigliana, via Ceresio di Suvigliana e Strada di Fulmignano. Ne avevamo riferito sull’edizione del 29 maggio interpellando il capo-staff della Divisione costruzioni del DT Carlo Celpi, che ricordava il principio secondo cui «è meglio l’assenza di strisce pedonali piuttosto che una loro presenza in un luogo inadeguato». A chi quella strada deve oltrepassarla a piedi ogni giorno, tuttavia, questa spiegazione non basta: «Per una via così trafficata, proprio nelle ore dove alunni e allievi la attraversano, ci dovrebbero essere altre soluzioni che proteggano gli utenti più deboli» recita il messaggio della Commissione firmato dal presidente Michele Amadò. Gli abitanti della zona sono anche arrabbiati per non essere stati consultati dal Cantone. «Una delle questioni che sta più a cuore ai cittadini è la sicurezza, soprattutto quella dei percorsi pedonali vicino alle scuole, e il Municipio, tramite l’Ufficio quartieri, informa e spesso coinvolge le Commissioni sull’attuazione di modifiche». Quando però una strada non è comunale, ma cantonale, la competenza cambia e la comunicazione s’interrompe. Così almeno è stato stavolta. «Senza nessun coordinamento con il Comune di Lugano e tanto meno senza chiedere nulla alla Commissione di quartiere di Viganello, i servizi cantonali, poggiando la loro azione sul suggerimento di esperti ingegneri, hanno deciso di eliminare delle strisce gialle proprio in concomitanza con gli accessi di vie pedonali. Questo perché, così è affermato, le strisce danno un falso senso di sicurezza e pertanto l’attraversamento senza strisce sarebbe più sicuro in quanto l’utente sarebbe più attento, ma con questa logica allora – incalzano i cittadini – togliamole tutte». Al di là della ragione di fondo, nel caso in questione alcune scelte non convincono. «In via Ruvigliana sono state cancellate due strisce, una delle quali velocemente ripristinata perché tolta per errore proprio di fronte alle scuole dell’infanzia. Quella eliminata era tra via Max Frisch e la gradinata ai Ronchi, che per essere raggiunta comporta l’attraversamento di via Ruvigliana. È invece stato mantenuto un attraversamento pedonale più sotto, in prossimità di una curva, che congiunge un sentiero che da via Max Frisch conduce in Via Eugenio Montale: è un passaggio più pericoloso di quello cancellato. Non sono mai semplici le soluzioni – conclude la Commissione – ma esprimiamo il nostro disappunto perché non siamo stati consultati: chiediamo di essere coinvolti insieme alle autorità comunali preposte». Da noi contattato, il Dipartimento del Territorio ha preferito non rispondere pubblicamente alla lettera della Commissione.

UN TEMA SCOTTANTE, ANZI DUE
Da tempo il Cantone sta rivalutando le condizioni dei passaggi pedonali. Sulle strade cantonali principali, negli ultimi otto anni è stato rimosso il 15% delle strisce. Tra i criteri che determinano se un passaggio pedonale sia adeguato e opportuno ci sono le distanze di visibilità, l’illuminazione, il numero di pedoni che ne fa uso in un determinato lasso di tempo, il numero di auto che transitano, le velocità di cartello e quelle effettive misurate sul posto. Ma in caso di presenza di percorsi casa-scuola può essere considerata rilevante una frequenza minore. Un tema delicato e scottante, viste le reazioni dei cittadini in questo e altri casi. Ma delicato e scottante è anche il tema della comunicazione: viene spontaneo chiedersi perché – nell’era dell’informazione – un intervento che tocca così da vicino la quotidianità dei cittadini non sia oggetto di un avviso pubblico. Non è un problema che riguarda solo il Cantone: anche la Città di Lugano, recentemente, è stata oggetto di critiche per il maxi cantiere in centro. In entrambi casi siamo a una manciata di metri dalla facoltà di Scienze di comunicazione dell’USI.

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