Stupro in bagno, pene pesanti o proscioglimento?

In aula

L'accusa chiede 7 e 5 anni e 2 mesi di carcere a carico dei due sospettati, mentre le difese l'assoluzione - Domani la sentenza

 Stupro in bagno, pene pesanti o proscioglimento?
©CdT/Archivio

Stupro in bagno, pene pesanti o proscioglimento?

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La procuratrice pubblica Valentina Tuoni chiede pene pesanti per i due giovani sospettati di aver stuprato una 17.enne nel 2017 in un appartamento del Luganese, e ha prospettato sette anni di carcere per il 27.enne kosovaro (e l’espulsione per 10 anni dalla Svizzera) e 5 anni e 2 mesi per il 26.enne ticinese. Pena, quest’ultima, da sospendersi a favore di un trattamento stazionario, in quanto il ticinese soffre di un ritardo intellettivo e cognitivo e una perizia psichiatrica ha evidenziato una scemata imputabilità di grado lieve.

“La loro colpa è molto grave – ha detto Tuoni in requisitoria. – E quella del kosovaro si aggrava perché non si è fatto scrupolo a degradare la ragazza, incurante delle sue lacrime, tirandola per i capelli. Era assatanato e ha agito con premeditazione e spregiudicatezza, sfruttando la debolezza caratteriale del suo correo. Ho cercato a lungo anche un solo elemento a suo favore nella commisurazione della pena. Non ne ho trovati. Il 27.enne risolve i suoi problemi con la violenza e la minaccia”.

Diverso, invece, il discorso per il ticinese: “Anche la sua colpa è oggettivamente molto grave. È vero che non ha infierito sulla vittima, ma pur vedendola piangere e tremare ha continuati gli atti sessuali, e non si è fatto scrupoli a sfruttare il rapporto di fiducia che aveva con lei. Il suo agire egoistico ha prevalso. Ciò che lo distanzia dal suo correo è l’aver riconosciuto la sua colpa ed essersi pentito. Ha compreso l’aberrazione del suo agire”.

Il legale del kosovaro, Marco Masoni, ha invece chiesto il proscioglimento del suo assistito dall’accusa più grave, e la condanna a una pena pecuniaria per aver minacciato e schiaffeggiato una giovane sconosciuta a inizio 2019, “rea” di averlo guardato troppo a lungo. Il giovane riconosce questo addebito. Quanto al presunto stupro, Masoni ha argomentato che il suo assistito “non è uno stinco di santo, ma questo non fa di lui uno stupratore”. L’avvocato d’ufficio ha anche affermato che le testimonianze su cui si regge l’atto d’accusa non sono in realtà lineari e particolarmente affidabili: “Non vi sono elementi che comprovano oltre ogni ragionevole dubbio la tesi accusatoria, e il mio assistito afferma che l’atto sessuale era consenziente e che non poteva sapere che la giovane era inetta a resistere. Pertanto chiedo il proscioglimento”.

Anche l’avvocato Fabiola Malnati ha chiesto diversi proscioglimenti per il ticinese, che doveva rispondere anche di altri reati sessuali: atti sessuali (consenzienti) con sei minorenni, pornografia, prostituzione, e somministrazione di alcol ai minorenni. “Il quadro che si delinea – ha affermato la legale – è quello di un 26.enne con un ritardo cognitivo che lo distanzia dalla sua età anagrafica, circondato da ragazzi problematici, annoiati e un po’ promiscui, che lo frequentavamo per opportunismo. Il suo appartamento era un porto di mare, dove i giovani vedevano una possibilità di fare festa e bere lontano dai genitori”. Pertanto, secondo l’avvocato, il giovane non poteva sapere che fosse reato compiere atti sessuali con minorenni e quindi deve andare esente da pena; più che di prostituzione si è trattato di una persona adulta che si è approfittato dello stato di bisogno del giovane; e quel video pornografico in realtà non sarebbe tale perché i protagonisti non l’hanno girato per eccitarsi sessualmente, ma per fare ingelosire una ex dell’imputato.

Quanto al reato più grave, per tutto quanto detto in precedenza, anche in questo caso Malnati ha chiesto un proscioglimento, cosa che ha portato il giudice Pagnamenta a chiederle se si trattasse di una sua iniziativa, dato che il suo assistito aveva ammesso i fatti e il mancato consenso da parte della vittima. L’avvocato ha risposto di sì, e ha concluso la sua arringa senza opporsi a una misura stazionaria sostitutiva. La sentenza è attesa domani mattina.

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