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Sull’aeroporto volata finale a Palazzo

I socialisti di Lugano preparano un rapporto di minoranza critico sulla ricapitalizzazione - Ma Borradori è ottimista dopo l’incontro con la Gestione: «Costruttivo»

Sull’aeroporto volata finale a Palazzo
(Putzu)

Sull’aeroporto volata finale a Palazzo

(Putzu)

Arriverà sui banchi del Consiglio comunale di Lugano a novembre il rapporto della Commissione della gestione che permetterà di votare, nello stesso mese, sull’attesa ricapitalizzazione di Lugano Airport. Ma non è detto che il documento sarà uno solo, perché la Gestione sembra spaccata. «Prepareremo probabilmente un rapporto di minoranza», spiega Simona Buri, commissaria del PS, all’indomani dell’incontro fiume di tre ore che ha avuto luogo lunedì sera tra la Gestione, il Municipio e il CdA di Lugano Airport SA (LASA). Incontro nel quale l’azienda che gestisce lo scalo ha ribadito l’importanza di decidere sulla ricapitalizzazione in tempi brevi. Solo una volta che il Legislativo voterà sullo stanziamento del credito da 8 milioni si apriranno i tre scenari: il primo è quello che il CdA ritiene «migliore, equilibrato ed omogeneo» e comprende i voli di linea, l’aviazione generale e la scuola di volo, il secondo, invece, prevede la sola aviazione generale e il terzo, infine, la dismissione dell’aeroporto.

Nel corso della serata è stato presentato il compendio dello studio degli esperti di San Gallo che comprende l’opzione senza voli di linea e LASA ha fatto chiarezza su quanto successo quest’estate, ovvero l’accordo mancato con Zimex (sul quale però sembra non essere ancora detta l’ultima parola) e quanto dichiarato da Swiss in merito all’alternativa costituita dal treno per recarsi a Zurigo. La Gestione – ci conferma il presidente Ferruccio Unternährer – non ha chiesto all’Esecutivo modifiche puntuali del messaggio, ma di dare una risposta su eventuali aggiornamenti che il Municipio riterrà necessari. Risposta che dovrebbe arrivare la prossima settimana.

Se l’incontro di lunedì è stato definito «interessante e positivo» sia dal presidente del CdA di LASA nonché sindaco di Lugano, Marco Borradori, sia da Unternährer, non tutti sono rimasti soddisfatti.

«Sono state presentate informazioni importanti ancora nel loro strato embrionale» dice Buri. «I tempi sono stretti, abbiamo bisogno di risposte definitive. Ciò che viene richiesto è un atto di fede nei confronti dello scalo, atto al quale non tutti partecipano. Ci è stato detto, ad esempio, che dei privati sono interessati ad investire nell’aeroporto ma solo dopo la ricapitalizazzione; in sostanza si chiede prima all’ente pubblico di fare il lavoro sporco...». Di tutt’altro avviso Borradori. «È stato un dibattito molto costruttivo e proficuo; era la prima volta da quando il Municipio ha licenziato il messaggio nel mese di maggio che c’incontravamo istituzionalmente».

Ora si chiede l’aiuto di Berna

Tra le novità presentate vi è la volontà di chiedere al Consiglio federale un allentamento o una deroga al principio di cabotaggio. Per poter effettuare voli di linea all’interno della Svizzera, com’è noto, occorre far capo a una compagnia aerea elvetica.

«Si tratta di un accorgimento per proteggere il territorio dalle compagnie estere, – spiega Borradori – ma Swiss ha già fatto capire di non avere interesse a volare tra Lugano e Ginevra, quindi dobbiamo trovare altre soluzioni aprendoci anche ad altre compagnie. Nel caso di Agno, quindi, il principio di cabotaggio non tutela il nostro territorio ma piuttosto lo danneggia». LASA si è già rivolta all’Ufficio di aviazione civile (UFAC) che le ha consigliato di agire politicamente facendo richiesta alla direttrice del Dipartimento federale dell’ambiente e dei trasporti Simonetta Sommaruga. Portavoce di questa richiesta, che giungerà a Berna nei prossimi giorni, sarà il vicepresidente di LASA nonché consigliere agli Stati Filippo Lombardi.

Intanto, alcuni politici capitanati dalla liberale radicale Roberta Passardi hanno fondato AvioTicino, un’associazione in difesa dell’aeroporto di Lugano, e lanciato una petizione a favore del mantenimento e del rilancio dello scalo di Agno.

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