Taverne: "Delusi da Gatti e Mirante"

Il Municipio replica alle accuse dei due dimissionari e passa al contrattacco: "Da 18 mesi sono scomparsi. Hanno abusato della democrazia"

Taverne: "Delusi da Gatti e Mirante"
Il Municipio prende posizione durante la conferenza stampa.

Taverne: "Delusi da Gatti e Mirante"

Il Municipio prende posizione durante la conferenza stampa.

Taverne: "Delusi da Gatti e Mirante"

Taverne: "Delusi da Gatti e Mirante"

Taverne: "Delusi da Gatti e Mirante"

Taverne: "Delusi da Gatti e Mirante"

Taverne: "Delusi da Gatti e Mirante"

Taverne: "Delusi da Gatti e Mirante"

Taverne: "Delusi da Gatti e Mirante"

Taverne: "Delusi da Gatti e Mirante"

TAVERNE - Il Municipio di Taverne (o meglio: i tre membri non dimissionari del Municipio di Taverne: il sindaco Tullio Crivelli, il vicesindaco Franco Voci e il municipale Lorenzo Montini) ha convocato la stampa stamattina per commentare le dimissioni dei colleghi Antonello Gatti e Amalia Mirante. L'Esecutivo, in un incontro non aperto al pubblico (una abitante di Torricella-Taverne è stata fatta uscire dall'aula del Consiglio comunale), ha voluto rispondere alle accuse - vedi preferiti - rilasciate dai due ormai ex municipali che, martedì, avevano criticato il Municipio sostenendo di non poterne condividere "il mancato rispetto delle regole democratiche".

Accuse che il sindaco e i suoi colleghi hanno respinto fermamente. "Abbiamo sempre lavorato – è stato spiegato – nella buona fede, nel rispetto delle regole e all'insegna della trasparenza. Saranno semmai gli enti preposti a segnalare, nel caso, il mancato rispetto delle procedure". I tre municipali sono poi passati al contrattacco, dicendosi dispiaciuti per le dimissioni di Mirante e Gatti, ma assicurando che questa situazione "non comporta ripercussioni per il Comune". "I due colleghi – è stato ribadito più volte – erano ormai da 18 mesi scomparsi dalla scena politica. Non partecipavano quasi più alle riunioni di Municipio (ne mancavano in media una su tre ci è poi stato detto, ndr) ed erano poco presenti anche sul territorio, per esempio alle feste di Paese o alla cerimonia dei diciottenni. E in più hanno portato avanti una politica di abuso di democrazia, tentando in ogni modo di rallentare i progetti".

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