Torna ad Agno la magia di San Provino

Come già lo scorso anno anche l'edizione 2016 oggi è stata baciata dal sole, del quale ha approfittato una moltitudine di persone

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AGNO - La tradizionale sagra di San Provino è stata baciata oggi dal sole, dalla temperatura mite e da una moltitudine di persone che ha approfittato della bella giornate per girare tra le bancarelle, gustando i ravioli (o tortelli) ripieni di marmellata di fichi o permettendo ai più piccoli di fare un giro sulle giostre e di accarezzare gli animali, i veri protagonisti.

La sagra di San Provino ha luogo ogni anno, solitamente il secondo weekend di marzo, ad Agno. Accanto alle celebrazioni religiose in onore del santo, vescovo di Como e venerato nel borgo da tempo immemorabile, la sagra offre numerose animazioni e la grande fiera rurale, con esposizione di macchinari e prodotti agricoli nonché di bestiame (mucche, capre, pecore, animali da cortile), che si protrae fino al lunedì.

In passato rivestiva grande importanza e coinvolgeva tutta la regione del Luganese: era la prima sagra al termine di una lunga stagione invernale. Per gli emigranti che si apprestavano a partire era un momento d'incontro; per le famiglie, in particolare per i bambini, San Provino era sinonimo di divertimento: a loro si comperava uno zufolo e si permetteva di aggirarsi tra il tiro a segno, le giostre, la musica, le bancarelle con zucchero filato, frutta secca e confetti. I giovani della regione sceglievano la sagra di San Provino per "dichiararsi", complice l'atmosfera di festa e allegria; alle ragazze si regalavano i fiori di carta o di stoffa offerti sulle bancarelle. Gli adulti si trovavano all'osteria, dove si gustavano i tradizionali ravioli dolci. Nello spazio dedicato alla fiera del bestiame si contrattava e si facevano affari.

Forse al giorno d'oggi si è perso il senso di tutto ciò, ma San Provino resta uno dei simboli della tradizione della regione e del Ticino. Gli uomini non vi si "dichiarano" più, all'osteria non ci si va quasi più, ma per i bambini resta un momento memorabile e forse l'unico per avvicinare sia un mondo rurale in piena trasformazione sia gli animali. E allo zucchero filato...

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