Viglio

Tossicomani sempre più anziani

È uno dei dati che emerge dal bilancio 2018 del centro terapeutico Villa Argentina a Collina d’Oro - In aumento i pazienti sotto mandato penale

 Tossicomani sempre più anziani
(fotogonnella)

Tossicomani sempre più anziani

(fotogonnella)

Uomo, tra i quaranta e i cinquant’anni, single, sempre più spesso con problemi di natura penale. È questo l’identikit della maggior parte degli ospiti di Villa Argentina a Viglio (Collina d’Oro), il centro terapeutico per persone con problemi di tossicodipendenza, gestito dall’associazione l’Ancora, che ieri ha presentato il bilancio dell’attività del 2018. I dati sono più o meno in linea con gli anni precedenti. Nel 2018 a seguito del cambio del contratto di prestazione, sono stati riconosciuti 27 posti letto in acuto e 5 in appartamento protetto, il tasso di occupazione è stato del 73,5% (per quest’anno sono 25 posti in acuto e sempre 5 in appartamento), con una cinquantina di casi trattati in totale.

Il fenomeno con cui il centro si trova maggiormente confrontato negli ultimi anni - evidenziato ieri dal direttore della struttura Mirko Steiner - è quello dell’invecchiamento della popolazione e quindi l’innalzamento dell’età degli ospiti, con tutte le problematiche annesse riguardanti reinserimento sociale e professionale, ma anche la collocazione di persone di una certa età che hanno concluso il percorso terapeutico, sono in AI e in età avanzata. «In Ticino non ci sono strutture dedicate, noi offriamo in affitto tre posti letto indipendenti qui vicino, ma andranno studiate soluzioni a livello cantonale» sottolinea Steiner.

Un altro dato che emerge dalle statistiche degli ultimi anni è l’aumento di pazienti collocati sotto mandato penale (cioè in attesa di processo o come misura sostitutiva di una pena detentiva), che nel 2018 rappresentavano quasi il 40%. Peggiora anche il quadro a livello professionale, con periodi più lunghi di inattività lavorativa, formazioni non completate, studi interrotti e gravi problematiche psicofisiche. Anche l’età sempre più avanzata rappresenta un ostacolo al reinserimento. Il centro sta quindi modificando l’approccio, che quest’anno porterà ad offrire più proposte formative volte al reinserimento professionale fuori dal centro piuttosto che le attività di produzione agricola e artigianale svolte finora. A queste si affiancano varie attività ricreative, ludiche e didattiche che promuovono il reinserimento sociale, oltre ai piani di presa a carico terapeutica e psicoterapeutica.

«In concreto Villa Argentina è una struttura che funziona bene, lo dimostra anche la stabilità del personale: alcuni lavorano qui da vent’anni» ha sottolineato il presidente dell’associazione Fulvio Pelli, concludendo con una nota polemica riguardo all’eventuale entrata in vigore di una nuova procedura che prevede una verifica da parte della Commissione paritetica del rispetto da parte delle associazioni sussidiate dal Cantone delle condizioni salariali del contratto collettivo di riferimento. «Una limitazione della libertà cui ci sottoporremo con fastidio, nel caso in cui dovesse essere approvata dal Gran Consiglio».

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