Lugano

Tra il LAC e Finzi Pasca è l’ora della verità

In programma a febbraio l’incontro decisivo con la Città e l’Ente autonomo del centro culturale

Tra il LAC e Finzi Pasca è l’ora della verità
(foto Maffi)

Tra il LAC e Finzi Pasca è l’ora della verità

(foto Maffi)

LUGANO - Daniele Finzi Pasca avrà il suo ufficio di rappresentanza al LAC? La compagnia potrà autoprodursi e uscire dal cartellone di LuganoInScena? E ancora, la sala teatro del centro culturale luganese verrà messa a disposizione della compagine residente durante i «tempi morti»? Dopo mesi di botta e risposta, missive e prove di dialogo, finalmente tra poche settimane queste ed altre domande troveranno risposta. Il consiglio direttivo del LAC, il Municipio e il Dicastero eventi culturali, insieme a Michel Gagnon (direttore del LAC) e Carmelo Rifici (direttore di LuganoInScena), incontreranno Daniele Finzi Pasca verso la metà di febbraio.

«Con il cuore sono già lontano»: così aveva dichiarato il regista di Molino Nuovo a settembre, dando voce al suo malessere per il trattamento che, a suo dire, gli veniva riservato dal centro culturale luganese. Da quel giorno molte cose potrebbero essere cambiate. Finzi Pasca infatti ha risposto alle proposte presentategli dall’Esecutivo e dall’Ente autonomo del LAC ed ora è il momento della verità: le sue richieste, che pare siano molto dettagliate, sono pervenute agli attori interessati che hanno dal canto loro formulato una controproposta che presenteranno a voce. Nonostante sembra improbabile che la richiesta di un ufficio di rappresentanza all’interno del centro in piazza Luini venga esaudita, a Palazzo Civico c’è positività in vista dell’incontro. «Siamo pronti a continuare la collaborazione - spiega il rappresentante dell’Ente autonomo Roberto Badaracco - abbiamo una proposta concreta e speriamo di trovare un accordo». Per quanto riguarda l’ufficio, uno spazio sembra essere stato trovato al pian terreno - sarebbe quindi dotato di una vetrina - del complesso Central Park a lato del LAC ma non è detto che questo basti al regista. E cosa succederebbe se le cose non dovessero andare per il verso giusto? Se, insomma, a Daniele Finzi Pasca la proposta dell’Ente autonomo del LAC e della Città non dovesse andare giù e si arrivasse a una rottura definitiva? Nella convenzione che lega la Compagnia alla Città, al Cantone e a Pro Helvetia non c’è una clausola di scissione. Fino al 2020 essa prevede un mandato di prestazione per il quale la compagine riceve 625.000 franchi all’anno (e altri 500.000 franchi all’anno in prestazioni indirette da parte del LAC). Se gli accordi presi non verranno onorati, verosimilmente le parti potranno richiedere la restituzione di eventuali importi già versati oppure sospenderli, secondo l’articolo 82 del Codice delle obbligazioni che regola i contratti bilaterali.

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