Tre modifiche al PVP contro il traffico in corso Elvezia

Lugano

Il Municipio ha deciso finalmente l’introduzione delle varianti ai sensi di marcia, a titolo sperimentale - Ma ci sono timori per i mezzi pubblici

Tre modifiche al PVP contro il traffico in corso Elvezia
La situazinoe in corso Elvezia negli orari di punta (foto Maffi)

Tre modifiche al PVP contro il traffico in corso Elvezia

La situazinoe in corso Elvezia negli orari di punta (foto Maffi)

LUGANO - «La cosa peggiore è l’inattività». Questo è il pericolo che si stava correndo, secondo il sindaco Marco Borradori, nel continuare a posticipare una decisione del Municipio sulle nuove correzioni da apportare al Piano della viabilità del polo luganese, meglio noto come PVP. Ragione per cui oggi l’Esecutivo cittadino ha deciso, alla fine, di dare il via libera a una sperimentazione di circa due mesi e mezzo (tra metà agosto e ottobre) di tre modifiche ai sensi di marcia nella zona del centro, con l’obiettivo in particolare di cercare sgravare corso Elvezia dalle auto.

In questo periodo sarà in primis introdotta la possibilità di immettersi su corso Pestalozzi dal lungolago (una nuova svolta a sinistra), in modo da poter agevolare l’accesso anche all’autosilo Balestra, nonché di svoltare verso il lungolago da viale Cattaneo (anche questa una svolta a sinistra).

Ma la misura che ha provocato più discussioni a Palazzo Civico è la terza. Scendendo dalla stazione lungo via Cantonale, si potrà circolare lungo corso Pestalozzi e andare in viale Cattaneo, abolendo così la svolta obbligata a sinistra verso via Pioda (cioè verso l’autosilo Balestra) prima del quartiere Maghetti. Il timore principale è che tale misura possa impattare negativamente sul flusso dei mezzi pubblici che passano per il nodo intermodale della pensilina Botta.

Benché egli abbia espresso grande soddisfazione per la decisione del Municipio di rompere finalmente gli indugi, il municipale Angelo Jelmini ha sostenuto che «nella veste anche di presidente della TPL non nascondo di avere dei timori. Ma l’importante è che già oggi si facciano i monitoraggi della situazione attuale, in modo da poterla comparare con le modifiche e si possano tirare delle conclusioni oggettive su questa prova».

Il vicesindaco Michele Bertini ha sostenuto che «non mettersi in gioco sarebbe stato un errore. Tentare la strada della sperimentazione era l’unica via d’uscita. Io sono più ottimista. A prova conclusa forse non tutte e tre le misure saranno confermate, ma almeno una o due potranno alleviare la situazione del comprensorio di corso Elvezia».

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