Tresa nasce con una fusione coatta, ma non troppo

Malcantone

Nonostante il voto popolare negativo, il Gran Consiglio ha deciso di includere Sessa nell’aggregazione con Croglio, Monteggio e Ponte Tresa, con 69 sì, 5 no, 14 astenuti

Tresa nasce con una fusione coatta, ma non troppo
© CdT/Zocchetti

Tresa nasce con una fusione coatta, ma non troppo

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Tresa nasce con una fusione coatta, ma non troppo
Sindaci, municipali, e consiglieri comunali favorevoli al progetto di Tresa hanno assistito soddisfatti al voto del Gran Consiglio.

Tresa nasce con una fusione coatta, ma non troppo

Sindaci, municipali, e consiglieri comunali favorevoli al progetto di Tresa hanno assistito soddisfatti al voto del Gran Consiglio.

È nato il nuovo Comune di Tresa. Questo pomeriggio il Gran Consiglio ha deciso di unire Croglio, Monteggio e Ponte Tresa in un nuovo ente locale con Sessa, che è stato riportato all’interno del progetto aggregativo con una fusione coatta.

I cittadini di Sessa avevano respinto l’aggregazione con il 52,7% di contrari, fatto che ha spinto il Consiglio di Stato a proporre una fusione solamente a tre, pur senza osteggiare la possibilità che il Gran Consiglio votasse per una fusione a quattro, com’era stata portata avanti dai rispettivi Municipi.

Il rapporto dalle Commissione Costituzione e leggi (relatore Omar Balli, Lega), che ha proposto l’aggregazione a quattro, è stato approvato con 69 sì, 5 no, 14 astenuti. Ad aver annunciato voto positivo sono stati Lega, PLR, Verdi, PS. Il PPD si è diviso fra favorevoli e astenuti. No di Più donne. Ad ogni modo, vista la particolarità di questo voto, era necessaria una maggioranza qualificata di 46 voti.

Durante il dibattito, citando il suddetto rapporto, si è parlato più volte di un’aggregazione «coatta sui generis», con riferimento alla petizione promossa successivamente a Sessa per rientrare nell’aggregazione, sottoscritta dalla maggioranza dei cittadini, oltre al fatto che Sessa non è un Comune con nette difficoltà finanziarie, che è la ragione principale invece per approvare una fusione forzata. Inoltre diversi parlamentari hanno auspicato un allargamento ad Astano, Comune invece con i conti in profondo rosso.

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