Trieste, Ticino e la Cina: truffa da 300 milioni

Indagine

Gli inquirenti italiani hanno disarticolato una maxifrode al fisco che sarebbe stata architettata da tre persone residenti nella Svizzera italiana - Commerciavano materie prime in nero e tramite documenti falsi riuscivano anche a far rientrare a Pechino ingenti capitali asiatici

Trieste, Ticino e la Cina: truffa da 300 milioni
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Ci sarebbero due italiani che figurano essere residenti a Lugano e uno a San Vittore (tutti titolari di società con sede in città) al vertice di un gruppo criminale che dal 2013 a oggi avrebbe messo in atto una truffa di carattere transnazionale al fisco italiano estremamente articolata per un importo stimato dalla Guardia di Finanza di Pordenone (che ha agito su mandato della procura antimafia di Trieste) in 300 milioni di euro. I tre si trovano ora agli arresti domiciliari in Italia. Quanto ai loro ruoli, gli inquirenti - come riporta il Messaggero Veneto - sospettano che il primo, 42 anni, si occupava della gestione amministrativa e contabile delle società coinvolte; il secondo, 48 anni, fungeva da direttore commerciale occupandosi della ricerca di rottami metallici in nero per la successiva...

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