Un muro per la Nevercrew in centro a Lugano

Arte urbana

Dal 24 luglio al 7 agosto il duo ticinese sarà al lavoro in viale Stefano Franscini 27

Un muro per la Nevercrew in centro a Lugano
Christian Rebecchi e Pablo Togni, in arte Nevercrew. Photo by Simone Cavadini (2015)

Un muro per la Nevercrew in centro a Lugano

Christian Rebecchi e Pablo Togni, in arte Nevercrew. Photo by Simone Cavadini (2015)

Un muro per la Nevercrew in centro a Lugano
“Ordering machine” - Grenoble Street Art Fest, Grenoble (France), 2016

Un muro per la Nevercrew in centro a Lugano

“Ordering machine” - Grenoble Street Art Fest, Grenoble (France), 2016

Un muro per la Nevercrew in centro a Lugano
“Black machine” - Teatro Colosseo, Torino (Italy), 2015

Un muro per la Nevercrew in centro a Lugano

“Black machine” - Teatro Colosseo, Torino (Italy), 2015

Sarà realizzato nelle prossime settimane un grande dipinto su un muro nel centro di Lugano. A dipingerlo saranno i ticinesi Christian Rebecchi e Pablo Togni, in arte Nevercrew. Tra venerdì 24 luglio e venerdì 7 agosto, sarà possibile vederli al lavoro, intenti a dare la luce all’opera «Close up», sulla facciata dello stabile di Viale Stefano Franscini 27 (esclusi 25, 26, 28, 29 luglio e 1,2 agosto; in caso di brutto tempo gli artisti non saranno al lavoro).

Il progetto fa parte di Arte Urbana Lugano (AUL), che dal 2010 si impegna nello sviluppo di connessioni sempre nuove e sorprendenti tra i cittadini e lo spazio urbano. «Grazie a questa iniziativa - si legge in una note - è favorito l’incontro tra la creazione artistica emergente, il particolare contesto urbano e tutti i cittadini che in esso vivono e crescono».

Interventi in tutto il mondo

Il percorso artistico della Nevercrew si è sviluppato principalmente a livello internazionale nel contesto dell’arte urbana tramite la realizzazione di dipinti murali, installazioni e sculture. Tra il 1997 ed oggi, il duo ha realizzato interventi urbani in città come New New Delhi, Los Angeles, Phoenix, Miami, il Cairo, Vancouver, Gisborne (Nuova Zelanda), Lucerna, Torino, Grenoble, Parigi e Bayonne. Il loro lavoro interroga principalmente il rapporto tra uomo e natura; in modo particolare si interessano agli effetti che il comportamento umano ha sull’ambiente, sugli animali e sulla società intera, che è letta nella sua complessità come un unico sistema interconnesso. Si occupano dunque di particolari «sistemi viventi»: visioni d’insieme che sono rese possibili nella loro totalità e struttura tramite l’uso della sezione, che consente di vederle per come sono internamente pur mantenendone percettibile la forma globale. Applicano e generano una «visione simultanea», che ha inizio dalle singole componenti meccaniche o naturali fino ad arrivare alla composizione d’insieme data dall’associazione dei diversi soggetti, e che si espande quindi automaticamente in una relazione diretta e personale con l’osservatore e l’ambiente. L’obiettivo è quello di interagire con le «prospettive», evocando una partecipazione globale all’interno di un sistema, stimolando l’idea di una partecipazione attiva di ogni singolo elemento con i relativi causa ed effetto.

Su questa parete presto un grande intervento artistico.
Su questa parete presto un grande intervento artistico.
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