Una petizione per riaprire il pronto soccorso

Ospedale italiano

La lancerà lunedì l’MPS, chiedendo anche che sia aperto 24 ore su 24

Una petizione per riaprire il pronto soccorso
©CDT/CHIARA ZOCCHETTI

Una petizione per riaprire il pronto soccorso

©CDT/CHIARA ZOCCHETTI

Un pronto soccorso aperto 24 ore su 24 all’ospedale Italiano (quindi con un’orario d’apertura ampliato) in modo da sgravare quello del Civico e permettere alla popolazione dei quartieri limitrofi di avere un pronto intervento. È quanto chiede in un’interpellanza il Movimento per il socialismo (MPS), che oggi in conferenza stampa ha inoltre annunciato una raccolta firme sul tema che inizierà lunedì davanti al Palazzo dei congressi di Lugano. Il pronto soccorso è chiuso da diversi mesi (si deve far capo al Civico) in seguito all’emergenza sanitaria, e in un’interpellanza l’MPS chiede anche al Governo perché è stato chiuso e quando si intende riaprirlo.

Ma a cosa è dovuta la chiusura? Per l’MPS l’EOC starebbe approfittando dell’emergenza per implementare la pianificazione ospedaliera bocciata in votazione nel 2016. Da noi contattato, il dottor Mattia Lepori (collaboratore dell’Area medica presso la direzione generale dell’EOC) dice che la scelta di chiudere il pronto soccorso dell’Italiano non è stata presa dall’EOC, bensì dal Consiglio di Stato tramite una risoluzione governativa che scadrà a fine mese per garantire il grado di prontezza nella lotta al coronavirus. Settimana prossima si vedrà se verrà prolungata o meno. Se non lo fosse, il pronto soccorso potrebbe riaprire.

Lepori precisa inoltre che la chiusura dei locali del pronto soccorso «non ha un impatto sulla presa a carico dei pazienti. È uno spostamento di risorse, non un depotenziamento». Il personale del pronto soccorso dell’Italiano è infatti stato spostato a quello del Civico.

Più nel dettaglio, sono due i motivi per cui il Governo ha deciso di chiudere gli spazi all’Italiano, dice Lepori: «C’è l’esigenza di fare un filtro molto più serrato sugli accessi al pronto soccorso a causa del coronavirus, in particolare svolgendo esami preliminari per identificare i pazienti a rischio. Fare questa operazione in due sedi era molto più difficile, anche per una questione di personale. Inoltre per garantire la prontezza dell’ospedale di Locarno nella lotta al virus parte del materiale che equipaggia l’Italiano è stata trasferita lì».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Lugano
  • 1
  • 1