Va in scena la cucina del cuore

Sapori Ticino

Domani sera si conclude allo Splendide Royal di Lugano la quattordicesima edizione della rassegna di alta gastronomia

Va in scena la cucina del cuore
La Triglia allo scoglio è una delle specialità che figurano nel repertorio di Domenico Ruberto.

Va in scena la cucina del cuore

La Triglia allo scoglio è una delle specialità che figurano nel repertorio di Domenico Ruberto.

Si concluderà domani la quattordicesima edizione di S. Pellegrino Sapori Ticino, con la classica cena finale allo storico hotel Splendide Royal di Lugano, la giusta location per festeggiare la grande cucina e grandi vini del territorio, un luogo bellissimo a sottolineare il forte sentimento che ha unito tutti i luganesi e ticinesi in questa edizione. Un’occasione importante per salutare un’edizione di grande significato per il momento in cui si è svolta.

Una edizione particolare che ha permesso di stare nuovamente insieme, nel nome della convivialità, un rito sociale fondamentale per la collettività, un fenomeno ben radicato nel nostro vivere quotidiano, espressione della voglia di condivisione di un’esperienza piacevole.

Domenico Ruberto.
Domenico Ruberto.

Una grande cucina d’autore
Protagonisti della serata saranno sei chef ticinesi che hanno studiato un percorso gastronomico alla scoperta dei sapori stagionali per offrire ai commensali una grande cucina d’autore. Sei personalità diverse, sei modi originali di intendere la cucina, ma un unico obiettivo: sedurre e conquistare gli ospiti per trascorrere qualche ore piacevole all’insegna del gusto e della qualità.

Sei buone ragioni per mettersi a tavola. Sei piatti per far capire quanto la cucina possa trasformarsi in una vera e propria opera d’arte. Dodici mani di professionisti del nostro territorio che ogni qualvolta realizzano un menu ci mettono il cuore. Ancora di più in questa circostanza. Sei cuori che si aggiungono a tutti i cuori degli chef che li hanno preceduti, di tutte le brigate di cucina e di sala e degli organizzatori e ospiti di questa manifestazione 2020.

Andrea Palladino
Andrea Palladino

Come in una orchestra ogni maestro con il suo strumento ha il proprio ruolo, qui ogni ingrediente nel piatto scandisce le portate di un menu: ciascuno ha il suo carattere, la propria indipendenza, ma per la riuscita dell’opera è necessario che siano ben amalgamati.

Escoffier affermava che la preparazione del menu era una delle cose più difficili: bisognava trovare il giusto equilibrio tra la disponibilità dei prodotti, rinnovandosi sempre sostenendo che la gastronomia dovesse essere curata con metodo e praticata con estrema semplicità, valorizzando il sapore ed il nutrimento dei cibi. Perché il menù è il programma di un pranzo e, come il programma di un concerto, preannuncia l’evento e ne svela la struttura, il percorso e gli accostamenti.

E l’orchestra per l’edizione 2020 ha eseguito molto bene tutti i brani, con grande passione diretta dal maestro di sempre Dany Stauffacher che è riuscito a coinvolgere ancora una volta tanti protagonisti a sostegno del nostro territorio.

Andrea Muggiano.
Andrea Muggiano.

La scaletta della cena
La serata inizierà con l’aperitivo al tavolo, curato da Giuseppe Buono (Swiss Diamond Hotel, Morcote), per proseguire con Andrea Levratto (Porto Pojana Ristorante Terminus, Riva San Vitale) che sarà l’autore dell’antipasto a base di pesce con polpo, spuma di patate e pomodori confit a cui seguirà un black cod di Andrea Palladino del Cuntitt di Castel San Pietro, mentre Domenico Ruberto, padrone di casa come chef dell’Hotel Splendide Royal, proporrà la sua personale versione dei plin di quaglia alla amatriciana; Andrea Bertarini del Lac Melide proporrà una coscia d’oca confit e variazione di zucca. Per finire, Andrea Muggiano (Moncucchetto, Lugano) firmerà l’ultimo piatto della stagione gourmet del festival ticinese, con un dessert al cioccolato con castagne e gelato al tartufo. Sapori e contrasti compongono un mosaico enogastronomico tutt’altro che scontato, dalla leggerezza del polpo sino alla delicata texture del black cod, dal forte carattere dei plin per arrivare al classico gusto invernale dell’oca, con un incontro finale tra il classico cioccolato svizzero e il principe della tavola d’autunno. Sembra già di sentire i profumi caldi e avvolgenti delle proposte di questi giovani e affermati talenti per una cucina a metà strada tra tradizione e innovazione. Ad accompagnare il menu saranno, naturalmente, alcune grandi etichette del panorama enologico del territorio, dal Sauvignon bianco Collina d’Oro 2018 di Moncucchetto al Ronco dei Profeti 2018 della Tenuta Agricola Luigina, passando per il Carato bianco 2017 di Delea, casa vinicola che ha appena ottenuto i tre bicchieri Gambero Rosso con il gemello Carato Riserva Merlot Ticino DOC 2017. A conferma dell’alta qualità del nostro Merlot.

Andrea Levratto.
Andrea Levratto.

Tanti angoli del Ticino
Lugano, Riva San Vitale, Melide, Morcote, Castel San Pietro, tanti angoli del nostro Ticino a dimostrazione di come il territorio sia caratterizzato da diversi approcci gastronomici per un’offerta sempre diversa. Il turismo legato al mondo del cibo e del vino si è sviluppato negli ultimi anni, ma ha antenati illustri. Già a metà del 1500 il milanese Ortensio Lando proponeva un viaggio attraverso l’Italia, all’interno del suo «Commentario delle più notabili e mostruose cose d’Italia e d’altri luoghi», dove per «mostruose» si intende, alla latina, «fantastiche». L’autore presentava il territorio attraverso le specialità gastronomiche ed enologiche con una serie di tappe sino ad arrivare a Lugano e ai formaggi delle valli alpine.

Un territorio senza confini dove la cucina era un ingrediente essenziale, comprensibile a tutti. E con lo stesso spirito S. Pellegrino Sapori Ticino 2020 è riuscito a presentare ancora una volta sapori e saperi di tutto il nostro territorio e di tutta la Svizzera. Dalla guida del XVI secolo, tante cose sono cambiate: la cucina si è evoluta, sono mutati i gusti, i prodotti, le abitudini, le esigenze, ma è rimasto invariato il piacere di sedersi a tavola, ritrovarsi insieme per gustare del buon cibo. Quando citiamo la gastronomia, siamo però realmente consapevoli di cosa parliamo?

Giuseppe Buono.
Giuseppe Buono.

Il termine comprende non solo i mille modi di trasformare le vivande, l’approvvigionamento delle materie prime, la struttura dei servizi di tavola, ma tutti gli elementi storici e culturali, tecnici e materiali che concorrono nella pratica della preparazione dei cibi, nelle sue tradizioni e innovazioni.

Materie prime di grande qualità, convivialità, un bagaglio di esperienze e di gusti che permette di viaggiare anche senza spostarsi. Ma qual è stato l’ingrediente principale dell’edizione 2020 di S. Pellegrino Sapori Ticino? Senza alcun dubbio, il fattore umano.

In questo anno particolare S. Pellegrino Sapori Ticino si è presentato in un periodo diverso dal solito, ma con un programma che ha voluto sottolineare l’eccellenza della gastronomia elvetica e ticinese e, ancora una volta, l’importanza del cibo nella nostra vita.

Grande capacità di conversione
Dimostrando una grande capacità di conversione, grazie all’importante rete di relazioni che ha costruito negli anni, è riuscito a sostenere il mondo della ristorazione e del turismo anche in un periodo difficile come quello che stiamo vivendo. Perché convertire vuol dire saper usare i propri mezzi, competenze e conoscenze e metterli a disposizione. E tutti gli chef hanno risposto con grande entusiasmo.

Consumare il pasto insieme è alla base della nostra identità culturale e sociale. A tavola non ci si limita a mangiare: ci raccontiamo, condividiamo storie ed esperienze, ci confrontiamo, ci divertiamo e ci nutriamo. E tutto quello che ruota intorno al cibo, dall’apparecchiatura della tavola al servizio, dai bicchieri scintillanti alle tovaglie inamidate, è una ritualità e gestualità che mostra la nostra educazione, il nostro rispetto verso il cibo. Un rispetto che gli chef di casa nostra, unitamente alla importante brigata di sala, sanno trasformare in arte.

Andrea Bertarini.
Andrea Bertarini.

Per fare questo lavoro ci vuole tanto impegno e tanta passione. La mattina si alzano presto per andare al mercato e scovare le primizie, e la sera finiscono tardi sino a quando congedano ancora con un sorriso l’ultimo cliente del loro locale.

Realizzano piatti che sono espressione di uno stile e di una filosofia che contraddistingue la cucina del nostro territorio: profondo rispetto e amorevole cura per le materie prime che si scelgono e per chi le produce, massimo rigore nel rispetto del valore del prodotto, della sua specificità e della sua storia e la libertà di una ricerca che accoglie e fa sue le sollecitazioni che la società di volta in volta propone. Una cucina capace di far emergere in modo unico e ricco di richiami tutta la ricchezza che solo certi cibi sanno raccontare, attraverso stagionalità e territorialità, innovazione e modernità che si coniugano perfettamente con semplicità e qualità dei prodotti.

Il gusto è il nostro senso più sviluppato e diretto, arriva dritto al cuore senza mentire, provocando sentimenti sempre diversi e unici.

L’appuntamento con S. Pellegrino Sapori Ticino è fissato per il 2021, quando il Ticino tornerà il protagonista assoluto della gastronomia svizzera con l’augurio che tutti torneremo a gustarci la vita!

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Lugano
  • 1
  • 2
  • 3

    Malattia mentale, terrorismo o un mix dei due?

    L’analisi

    L’accoltellamento di Lugano porta alla luce anche da noi un dilemma noto nelle città colpite dai lupi solitari - Esperti spiegano i motivi che portano gli estremisti a reclutare persone deboli: «La religioni spesso c’entra poco»

  • 4

    Dalle condanne alle indennità per la sommossa all’USI

    Lugano

    La Corte d’Appello annulla a causa di irregolarità procedurali la sentenza nei confronti di cinque persone - È il terzo procedimento legato ai fatti del 31 gennaio 2012: finora c’è stata solo una condanna a una pena pecuniaria sospesa

  • 5

    Il mercatino di Natale di Lugano ci sarà

    eventi

    La decisione del Municipio, che intende consentire «alla popolazione di vivere, seppur con delle restrizioni, l’atmosfera natalizia» - Allestito un preciso piano di protezione per evitare i contagi

  • 1
  • 1