Viaggio fra i segreti della Lugano del futuro

Città alta

Gettate le basi per rivoluzionare la zona della stazione in ossequio al concetto di sviluppo centripeto - Previsti un potenziale nuovo fronte abitato affacciato su via Basilea e sul piazzale di Besso, l’ampliamento del parco Tassino e la creazione del parco Lucerna

Viaggio fra i segreti della Lugano del futuro
© CdT/Chiara Zocchetti

Viaggio fra i segreti della Lugano del futuro

© CdT/Chiara Zocchetti

Uno dei principi cardine dell’edificazione in Svizzera è quello dello sviluppo insediativo centripeto. Spesso lo si sente citato per criticare questo o quell’altro progetto residenziale in periferia (si pensi alla proposta di riconversione dell’ex centro di svago della BSI a Cadro), mentre meno spesso si parla dell’altra faccia della medaglia: favorire una maggiore concentrazione di abitanti e posti di lavoro nei luoghi strategici. Concentrazione che però non può prescindere dal rispetto del paesaggio, nonché da criteri di qualità urbanistica e architettonica (è il principio della qualità insediativa). Oggi, nell’ultima puntata che dedichiamo alle trasformazioni che toccheranno nei prossimi anni la stazione FFS di Lugano, ci occupiamo proprio di questo, e cioè della variante di Piano regolatore StazLu2 stilato dalla Città, che sarà presto sottoposta al voto del Consiglio Comunale, con l’appoggio unanime della Commissione della pianificazione. Si tratta, in altre parole, del documento che fissa i principi pianificatori di tutto il comparto, da un lato rendendo possibili alcuni dei lavori di cui abbiamo già parlato (lo attendono ad esempio le FFS per partire con i loro progetti immobiliari), dall’altro dando un indirizzo globale a tutto il comparto.

Prima di gettarci nei suoi meandri, però, una precisazione: si parla di pianificazione, vale a dire che quanto si andrà a descrivere potrà essere fatto, ma non lo sarà per forza.

Interessante per i privati
«Con questa variante sblocchiamo possibilità edificatorie per i privati», ci ha detto l’architetto Marco Hubeli, direttore della Divisione pianificazione, ambiente e mobilità di Lugano, a cui ci siamo rivolti per farci illustrare il progetto StazLu2. Il riferimento qui è in particolare a via Basilea e al piazzale di Besso, per cui è previsto un fronte costruito continuo alto al massimo 22,70 metri che mantiene una certa distanza dal Parkhotel Continental, bene protetto. A caratterizzare il fronte continuo sarà un portico obbligatorio di 4,5 metri in altezza e larghezza aperto al pubblico e la posa di alberatura d’arredo. Il portico fungerà in pratica da collegamento per i pedoni fra il parco del Tassino e quello previsto della Trincea.

Si tratta di possibilità edificatorie per i privati in quanto gli stabili che oggi si affacciano sul quarto binario della stazione sono in gran parte abbandonati, o sottoutilizzati. Uno, affacciato sul piazzale di Besso, è già stato abbattuto da tempo.

Occhio al Piano di quartiere

Al fine di garantire uniformità e regole chiare, per costruire in questo comparto sarà necessario stilare un Piano di quartiere (PQ), «uno strumento pianificatorio che serve a chiarire subito alcuni aspetti funzionali e di qualità e a cui le singole domande di costruzione dovranno poi adattarsi», con le parole di Hubeli. «Il PQ obbliga ad esempio i vari proprietari a mettersi assieme per trovare soluzioni condivise».

Il nodo intermodale
La variante StazLu2 prevede altri due PQ: uno per l’area sud della stazione (dove le FFS hanno promosso uno studio volto a costruire uno stabile e dove è previsto uno spazio libero nel punto in cui ora vi è l’edificio che ospita un negozio di alimentari), e uno per il futuro nodo intermodale dei bus.

Per quest’ultimo la variante prevede la creazione di un posteggio da 140 posti sotto il terminale, e sopra la possibilità di costruire un edificio alto al massimo 22,70 metri con contenuti di forte interesse pubblico, vale a dire (come si legge nella variante) «ammettendo la destinazione residenziale (della quale almeno il 30% primaria), alberghiera, di formazione professionale, di servizio e commerciale». È stato istituto l’obbligo di un PQ affinché il progetto del parco pubblico di via Lucerna sia correlato con l’edificazione del nodo intermodale. Su via Lucerna la Città aveva di principio previsto possibilità edificatorie, ma il Dipartimento del territorio nel suo esame preliminare ha ritenuto «determinante» escludere nuove edificazioni a tutela dell’area verde, ed è stato assecondato.

Più verde

E, parlando di aree verdi, la variante prevede anche l’ampliamento del parco Tassino. In particolare si vuole rimettere a prato quello che oggi è un grande parcheggio per camper e dotare il parco di una quarantina di parcheggi dedicati. Su via Lucerna, invece, il Censimento dei giardini storici della Svizzera segnala la presenza di una sequoia che merita di essere preservata (l’intenzione è quella).

Parimenti risulterà ampliato il parco del Bertaccio, e qui la faccenda si fa potenzialmente più delicata. L’ampliamento va infatti a scapito dell’attività della ferrovia FLP, e dove oggi vi sono i binari, domani ci sarà una pista ciclabile. Come noto, con l’arrivo del tram-treno l’intenzione del Cantone è quella di dismettere la linea di collina. Il Gran Consiglio però ha chiesto ulteriori studi e le cose potrebbero cambiare. La Commissione della pianificazione raccomanda - se la linea FLP verrà mantenuta - di adeguare il Piano regolatore di conseguenza.

Parcheggi: non basteranno o non serviranno?
La variante StazLu2 farà discutere soprattutto per i parcheggi. Il Consiglio comunale di Lugano nel comparto ne chiedeva 400, ma la Città, dopo un ulteriore studio sul fabbisogno, ne prevede 260. I più critici rispetto alla diminuzione temono una difficoltà d’accesso con l’auto alla stazione, mentre i sostenitori sottolineano come in futuro, fra il nuovo nodo intermodale, la nuova fermata del tram-treno e l’apertura della galleria di base del Ceneri, la stazione sarà uno dei luoghi meglio connessi del Cantone tramite trasporto pubblico.

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