Villa a Caprino: indaga la Procura

INCHIESTA

Il Ministero pubblico ha aperto un incarto contro ignoti e tra le ipotesi di reato c’è quella di abuso d’autorità – Gli inquirenti chiedono al Municipio di Lugano una presa di posizione

Villa a Caprino: indaga la Procura
Caprino è sotto la lente della Procura. (© Ti-Press/Benedetto Galli)

Villa a Caprino: indaga la Procura

Caprino è sotto la lente della Procura. (© Ti-Press/Benedetto Galli)

Il Ministero pubblico ha aperto un procedimento penale, al momento contro ignoti, in relazione al presunto abuso edilizio di Caprino balzato agli onori delle cronache alla fine della scorsa estate. L’inchiesta, partita dopo una segnalazione, è ancora nelle primissime fasi e tra le ipotesi di reato al vaglio dei magistrati – così ci è stato confermato – c’è quella di abuso di autorità. Gli inquirenti hanno già sottoposto al Municipio di Lugano una richiesta di informazioni e di documentazione. Per ora a Palazzo civico le bocche restano cucite, anche se ci è stato confermato che i servizi comunali sono stati attivati per fornire al Ministero pubblico le risposte che cerca. Bocche cucite, dicevamo. Il possibile reato su cui i magistrati stanno indagando, comunque, non lascia molto spazio a interpretazioni. Secondo l’articolo 312 del Codice penale, infatti, l’abuso di autorità si prefigura quando «i membri di una autorità o i funzionari abusano dei poteri della loro carica al fine di procurare a sé o ad altri un indebito profitto o di recar danno ad altri» ed è punibile con una pena detentiva fino a cinque anni o con una pena pecuniaria. Gli inquirenti sono dunque al lavoro per tentare di capire se davvero qualcuno all’interno dell’amministrazione ha utilizzato la sua funzione in modo illecito, favorendo in questo modo i presunti abusi edilizi. Presunti abusi edilizi al centro, in settembre, di un reportage della trasmissione Falò della RSI e poi di una serie di atti parlamentari (sia in città che a livello cantonale) che chiedevano lumi sulla vicenda e che sono tuttora pendenti.

I due filoni
Ma cosa è successo a Caprino? Ricapitoliamo la vicenda. Nel marzo del 2018, un noto imprenditore edile del Luganese fa costruire una spiaggetta a fianco di una villa che ha da poco ristrutturato e che in passato era un cantiere nautico. L’intervento insospettisce alcuni abitanti, che lo segnalano alla Città. È autorizzato? No, ma il Comune lo accerta sul posto solo quattro mesi dopo, chiedendo una domanda di costruzione a posteriori. Il Cantone invece, proprietario del lago, non ne sa nulla. Dal canto suo, l’imprenditore spiega di aver creato la spiaggetta nell’ambito di un intervento urgente per arginare un franamento (tutto a spese sue) e a un certo punto decide di smantellarla. Questo il primo filone della vicenda. Poi c’è quello relativo alla villa. Anche il precedente proprietario voleva trasformare l’officina in residenza, ma non ce l’aveva mai fatta. Era riuscito a ottenere l’autorizzazione solo per creare un laboratorio per artisti. Acquisito l’edificio e con esso la licenza edilizia ottenuta dall’ex proprietario, l’imprenditore edile presenta una variante del progetto originario e la Città avalla i lavori con una procedura accelerata, non dopo il solito iter di pubblicazione (che comporta una maggiore probabilità di subire opposizioni e poi ricorsi). Le modifiche tuttavia non sono di poco conto, se non altro perché cambia la destinazione: quella del nuovo stabile è residenziale. Non sono di poco conto e, secondo Falò, superano i limiti concordati nella variante, ma il Municipio benedice il cambio di destinazione. A questo punto però il Cantone non ci sta e chiede la revoca dell’autorizzazione concessa. L’Esecutivo cittadino fa muro, ma adesso deve fare i conti anche con la Magistratura.

Prassi regolare?
Stando a nostre fonti il Municipio, nelle scorse settimane, ha ricevuto i primi risultati di un audit interno commissionato proprio per analizzare il caso in questione. Tale audit escluderebbe le responsabilità e la malafede di un singolo funzionario della Città. Questo perché l’iter abbreviato seguito per la villa, seppur controverso, a Palazzo civico è una sorta di prassi in casi del genere, non una procedura ad personam seguita solo per il progetto in questione. Lo stesso Muncipio di Lugano, approvando il cambio di destinazione, ha legittimato questo iter. Bisogna vedere se lo farà anche il Ministero pubblico.

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