L’incontro

«Vogliamo una funicolare degli Angioli funzionante»

Degli attori interessati al suo ripristino hanno spiegato le loro ragioni, invitando a guardare cosa è stato fatto a Kriens, dove un impianto simile è stato recuperato con successo

 «Vogliamo una funicolare degli Angioli funzionante»
(foto Maffi)

«Vogliamo una funicolare degli Angioli funzionante»

(foto Maffi)

LUGANO - La funicolare degli Angioli deve divenire bene protetto a livello cantonale e deve essere rimessa in funzione, meglio se tramite un restauro conservativo. È questo l’estremo succo di quanto emerso in una conferenza stampa organizzata stamane dalla Pro Loreto-Casserina e Bellavista e dalla Società svizzera per la protezione dei beni culturali (SSPBC). Scopo di questo incontro, in ultima analisi, quello di mettere pressione alle autorità cittadine affinché questo avvenga. Negli scorsi mesi (vedi suggeriti), il Consiglio comunale di Lugano aveva dato luce verde a un mandato di studio in parallelo per capire se e come recuperare l’impianto, dismesso nel 1987, e se sia possibile prolungarne la corsa sino al parco del Tassino, cosa che potrebbe renderlo ulteriormente attrattivo. Questa procedura è tutt’ora in corso e dovrebbe dare i suoi frutti a fine anno.

A tenere banco durante la relazione del vicepresidente della SSPBC Nadir Sutter è stato il concetto che c’è chi questo passo l’ha già fatto con successo. È stata infatti presentato il caso della funivia Sonnenberg di Kriens (nel canton Lucerna), rimessa in funzione nel 2007 da un’associazione costituita ad hoc qualche anno prima, che ora gestisce l’impianto. «È solo facendo un confronto che si può ragionare», ha detto Sutter, secondo cui l’impianto luganese e quello lucernese presentano diverse similarità, sebbene il tragitto del secondo sia tre volte più lungo e si componga di due carrozze: «Per rimetterlo in funzione hanno affrontato più o meno gli stessi problemi che dovremo affrontare a Lugano». Il relatore a questo proposito ha sottolineato sia come l’associazione lucernese produca utili (170.000 franchi nel 2017), sia come il restauro sia costato in tutto 1,4 milioni di franchi. «Meno della metà» di quanto previsto da delle perizie fatte stilare negli anni dalla Città di Lugano, secondo le quali un restauro statico (con la carrozza che rimarrebbe ferma) costerebbe sui 3 milioni di franchi, e uno storico oltre 5. «Non vogliamo dire che in queste cifre ci sia qualcosa di sbagliato - ha detto Sutter, - ma è importante notare che altrove c’è chi ci è riuscito spendendo molto meno».

A introdurre la conferenza stampa è stato il presidente della Pro Loreto, l’ingegnere Federico Ortelli, che ha rimarcato l’unicità della funicolare degli Angioli, sia per le pendenze che affronta (quasi inaudite all’epoca), sia per i contrappesi usati per muovere la carrozza (a monte dell’impianto è presente un pozzo profondo 20 metri per dare loro la possibilità di lavorare). Secondo Ortelli sarebbe possibile operare un restauro conservativo implementando al contempo sistemi di sicurezza che rispecchino i canoni vigenti: «Perché vogliamo farla ripartire? - ha concluso. - Perché è unica e storica, ed è quasi un monumento per la città».

A favore di una ripartenza si è espresso anche Federico Haas, presidente della Commissione di quartiere di Loreto-Centro e della società alberghiera di Lugano, presente fra il pubblico.

Parimenti presente fra il pubblico vi era l’architetto Federica Colombo, che ha avuto incarico dalla Città di organizzare il mandato di studio in parallelo e che ha brevemente illustrato il procedere dei lavori e lo scopo del mandato. Sono quattro i team multidisciplinari che vi stanno lavorando.

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