«Ma quanto te la prendi, era solo una battuta»

molestie

Le donne bersaglio di frasi sessiste spesso faticano a ribattere, soprattutto sul posto di lavoro - La psicologa Torraco: «Le parole non sono mai neutre» - Marilena Fontaine: «I colleghi devono intervenire, anziché ridacchiare»

«Ma quanto te la prendi, era solo una battuta»
© CdT/Archivio

«Ma quanto te la prendi, era solo una battuta»

© CdT/Archivio

«Stai zitta, cosa vuoi saperne tu che sei una donna». «Come sei nervosa. Hai le tue cose?». Quante di noi, almeno una volta nella vita, se lo sono sentite ripetere. Sessismo, pregiudizi. Battutacce che spesso fanno ridere solo chi le pronuncia, mentre fanno sentire impotente chi le riceve. «Non si tratta di molestia conclamata, ma sono frasi di cattivo gusto che possono ferire la sensibilità di chi le sente, per il messaggio che veicolano. Sono frasi pronunciate spesso con troppa leggerezza, filtrate attraverso l’ironia, utilizzata in questo caso come meccanismo di difesa, figlie di un retaggio culturale obsoleto, di una visione del mondo che cozza profondamente con i cambiamenti sociali e culturali che stiamo vivendo», spiega Donatella Torraco, psicologa. Se molto è cambiato, alcuni fenomeni...

Vuoi leggere di più?

Sottoscrivi un abbonamento per continuare a leggere l’articolo.
Scopri gli abbonamenti al Corriere del Ticino.

Abbonati a 9.- CHF

Hai già un abbonamento? Accedi

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Ticino
  • 1
  • 1