«Maggior trasmissibilità non vuol dire più virulenza e letalità»

Coronavirus

Il Ticino ha uno dei tassi di incidenza più alti della Svizzera - Giorgio Merlani: «La variante del virus è più contagiosa, occorre maggiore prudenza nei contatti sociali» - La coordinatrice della task force psicologica: «Prendiamoci cura della salute psichica e ascoltiamo i campanelli d’allarme»

«Maggior trasmissibilità non vuol dire più virulenza e letalità»
© CdT/Gabriele Putzu

«Maggior trasmissibilità non vuol dire più virulenza e letalità»

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La pandemia continua a correre veloce, ma la prima potenziale arma per mettere un freno al virus è arrivata sabato con l’annuncio da parte di SwissMedic dell’omologazione del vaccino Pfizer-BioNTech - a cui ha fatto eco ieri l’Agenzia europea del farmaco - che verrà distribuito inizialmente ai gruppi a rischio nei prossimi giorni. Gli occhi del mondo sono sì puntati sul preparato che dovrebbe farci tirare un sospiro di sollievo, ma anche, se non soprattutto, sulla mutazione del virus identificata oltremanica che sta mettendo in allerta l’intera Europa. Ticino compreso. Per fare il punto della situazione nel nostro cantone e informare i cittadini sul tema del sostegno psicologico le autorità cantonali hanno organizzato una conferenza stampa da Palazzo delle Orsoline a cui saranno presenti il medico cantonale Giorgio Merlani e Maria Chiara Ferrazzo Arcidiacono, capo equipe psicologici e psicoterapeuti OSC e coordinatrice della task force psicologica COVID-19.

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Il Ticino ha uno dei tassi di incidenza più alti

Il primo a prendere la parola è stato il medico cantonale Giorgio Merlani che ha illustrato i dati dei contagi registrati in Ticino nelle ultime ventiquattro ore: le nuove persone risultate positive alla COVID-19 sono 255 (21.157 in totale), mentre sono state ricoverate altre 31 che portano il totale a 350. Purtroppo si registrano altri 7 decessi nelle ultime ventiquattro ore. Un dato, questo, che porta il totale a 710 decessi dall’inizio della crisi pandemica. Per quanto riguarda il tasso di riproduzione del virus Rt, Merlani ha spiegato che il dato che fa stato è quello calcolato dall’ETH di Zurigo e che «il Ticino ha il triste primato di avere l’incidenza più alta rispetto al resto della Svizzera. Questo indica che bisogna mantenere alta la guardia e rispettare le disposizioni attualmente in vigore». Se il tasso è sopra l’1 - ha precisato il medico cantonale - le infezioni aumentano, se è sotto l’1 diminuiscono. Il tasso di riproduzione viene calcolato con delle formule sul numero delle infezioni della settimana ed è diventato importante come criterio per stabilire se possono essere allentate le restrizioni nei vari Cantoni. Merlani ha poi rivolto lo sguardo alle imminenti festività natalizie, chiedendo alla popolazione di non viverle in modo «temerario» come se fossero le ultime: «Non è il caso di andare a festeggiare il Natale con le persone vulnerabili, soprattutto con quelle residenti in casa anziani. In Ticino la campagna di vaccinazione inizierà il 4 gennaio in sicurezza e tranquillità quando le persone avranno ricevuto informazioni complete ed esaustive».

«Maggior trasmissibilità non vuol dire più virulenza e letalità»

Più veloce non vuol dire più letale

Inevitabilmente è stato toccato anche il tema della nuova variante del virus che sta tenendo banco in questi giorno: «Il virus ha una tendenza insita nella sua natura di mutare più rapidamente anche se ha un sistema di controllo interno che gli impedisce di creare un errore: a volte questo errore provoca la morte del virus stesso, mentre in altri casi gli permette di sopravvivere - ha detto Merlani-. La differenza è che questo virus ha una serie di mutazioni e si trasmette più facilmente, ma nn vuol dire che sia più letale». Per quanto riguarda l’efficacia del nuovo vaccino, Merlani ha assicurato che il preparato è affidabile ed efficace, ma attualmente non c’è ancora la garanzia che possa avere lo stesso effetto anche sulla nuova variante avendo ancora pochi numeri su cui basarsi. In ogni caso, le opinioni degli esperti concordano sul fatto che la mutazione non sia abbastanza potente da creare un nuovo virus invulnerabile ai vaccini. Se dovessero in futuro cambiare le caratteristiche è possibile creare un nuovo vaccino.

Prendersi cura della salute psichica
La parola è poi passata al capo equipe psicologici e psicoterapeuti OSC e coordinatrice della task force psicologica COVID-19 Maria Chiara Ferrazzo Arcidiacono, che ha toccato il tema della pandemia in correlazione al disagio psicologico che può provocare. «Non c’è una risposta nella popolazione svizzera univoca, abbiamo incontrato persone con capacità di adattamento e resilienza ai repentini cambiamenti dettati dalla pandemia e persone che hanno reagito con paura e preoccupazione», ha rilevato. Per Ferrazzo Arcidiacono è importante tenere sotto controllo i campanelli di allarme, come i disturbi del sonno, il nervosismo crescente, l’ansia, la stanchezza cronica, l’abbassamento del tono dell’umore e l’iperallerta cronica. Per quanto riguarda le categorie a rischio - come ad esempio il personale sanitario - bisogna tenere presente sintomi quali l’incapacità di staccare e riposare, dissociazione, senso di estraniazione nella propria abitazione, immagini intrusive e stress di inserimento nel proprio reparto. Le conseguenze psicologiche? La coordinatrice della task force psicologica ha elencato il cambiamento del comportamento alimentare, la perdita dell’esame della realtà come la comparsa di paure irrazionali e un pensiero catastrofico.

Per la popolazione è attiva la hotline di supporto psicologico al numero 0800144144

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