Il caso

Manager di Kering e residenze fittizie: nessun reato penale

Il procuratore pubblico capo Arturo Garzoni ha emanato un decreto di non luogo a procedere in relazione alla segnalazione del parlamentare Matteo Pronzini

Manager di Kering e residenze fittizie: nessun reato penale
(foto Putzu)

Manager di Kering e residenze fittizie: nessun reato penale

(foto Putzu)

BELLINZONA - Emanato un decreto di non luogo a procedere in relazione alla segnalazione del parlamentare Matteo Pronzini in merito alle (presunte) residenze fittizie in Ticino di manager del gruppo Kering. Lo comunica il Ministero pubblico comunica che spiegando che il procuratore pubblico capo Arturo Garzoni ha preso ieri tale decisione in quanto non sussistono i presupposti per ipotizzare un reato penale, in particolare quello di inganno nei confronti dell'autorità (art. 118 della Legge federale sugli stranieri; LStrl). L'art. 118 LStrl si applica infatti unicamente a cittadini terzi, non facenti parte della comunità europea (cfr. art. 2 LStrl), mentre ai cittadini UE occorre applicare le disposizioni dell'Accordo del 21.06.1999 tra la Confederazione Svizzera da una parte e la Comunità europea ed i suoi Stati membri dall'altra, sulla libera circolazione delle persone. Per verificare la regolarità della residenza di cittadini UE (non soggetti a contingentamento), non vanno quindi considerati i criteri della LF sugli stranieri, ma quelli dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone e quelli degli accordi bilaterali, ritenuto che un'eventuale violazione di queste normative avrebbe, semmai, comportato una procedura contravvenzionale (multa), di competenza dell'autorità amministrativa

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