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“È crollato il suo mito e ha reagito”

CASO ARCUDI - Per la difesa Michele Egli è colpevole di omicidio intenzionale, non di assassinio

Reguzzi
 
17
maggio
2018
18:29

LUGANO - Non assassinio, ma omicidio intenzionale. È questo sostanzialmente quanto sostengono gli avvocati difensori di Michele Egli, accusato della brutale uccisione di Nadia Arcudi il 14 ottobre 2016. Per Maria Galliani e Luca Marcellini – oggi ha preso la parola soltanto Galliani, domani mattina toccherà a Marcellini – per giustificare una condanna per assassinio è necessario che ci sia una totale assenza di scrupoli di carattere costante, quindi non per un momento singolo. Egli non è stato "freddo, egoista e senza scrupoli e non aveva intenzione di uccidere", quella sera ha però incontrato una Nadia Arcudi che non conosceva, aggressiva e arrabbiata che riversa su di lui tutta la sua frustrazione per la vicenda della casa, quindi "il suo mito crolla e reagisce a una situazione di totale sofferenza". Questo. Per la difesa, non è il comportamento di un assassino, bensì di un omicida. "Le sue modalità di azione sono violente e letali, ma non particolarmente perverse", è stato sottolineato.

La richiesta di pena della difesa sarà formulata domani mattina. La sentenza è prevista prima di sera.

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