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A Chiasso due giorni di suoni ma non soltanto

Festate numero 29 fa ancora una volta centro – World Music, mercatino, cibo etnico e spazi per artisti locali - GUARDA LE FOTO

A Chiasso due giorni di suoni ma non soltanto
(Foto Reguzzi)

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CHIASSO - Grande animazione per la XXIX edizione di Festate che ha portato nel cuore della cittadina di confine alcuni fra i migliori interpreti e gruppi della World Music internazionale nel contesto di un appuntamento immancabile che dà avvio all’estate occupando pacificamente gli spazi urbani con suoni, colori e profumi del mondo. Il tema scelto quest’anno è stato «L’Afrique c’est chic!», espressione finalizzata a sottolineare l’importanza della musica e della cultura di questo continente. Focus particolare sulla dimensione femminile, messa in rilievo dalla presenza di grandi interpreti strumentali e vocali come la straordinaria bassista e cantante ivoriana Manou Gallo e dall’ensemble Les Amazones d’Afrique, artiste che usano la musica come mezzo anche per costruire un futuro basato su idee nuove di convivenza, rispetto e uguaglianza.

Hanno presentato il loro primo disco «Republiques Amazones», apprezzato dalla stampa mondiale. Obiettivo di Festate è stato pure quello di fare vivere la solidarietà tra le donne del mondo intero, forti della loro diversità, della loro creatività e delle loro risorse. In occasione della manifestazione nazionale di venerdì sui diritti delle donne e sulle pari opportunità, il Municipio ha deciso di offrire l’entrata gratuita a tutte le donne. Attenzione anche all’ambiente con i bicchieri riutilizzabili. Quest’anno la sorpresa è stata la serata di venerdì che seppur parzialmente penalizzata dalla pioggia, a differenza di sabato graziata dal maltempo, ha visto una partecipazione straordinaria fino al termine, erano le 2 di mattina, del concerto degli alfieri del combat-rock-folk dei Modena City Ramblers. Piacevole conferma per gli svizzeri Re:Funk che procedono col vento in poppa sull’onda del loro disco di debutto «BorderLine”. Una delle peculiarità di Festate consiste nell’esplorare territori musicali dove in pochi osano avventurarsi ed ecco allora che sul palco appare un gruppo come gli Ayom le cui sonorità rimandano al Brasile, all’Africa e al Mediterraneo. Apoteosi finale il con Jupiter & Okwess una band con tre voci maschili e due chitarre che narrano su ritmi sfrenati storie di ingiustizie in un paese, il Congo, dove è nato e vive Jean-Pierre Bokondji, in arte Jupiter.

Tradizionalmente Festate dà spazio anche alla giornata del rifugiato che ha ospitato nel foyer del Cinema Teatro Ferruccio Frigerio, cofondatore di SOS Mediterranéé in prima linea nei salvataggi di migranti in mare.

Perché l’Organizzazione svizzera di aiuto ai rifugiati (OSAR) ha ricordato che l’anno scorso 65 milioni di persone hanno dovuto lasciare la loro casa a causa di guerre e persecuzioni. L’OSAR ha ribadito il suo impegno per rotte migratorie sicure per coloro che cercano protezione. Armando Calvia, direttore del Centro culturale della città e tra i tre coordinatori di Festate, è soddisfatto ma guarda già avanti, all’edizione del trentesimo: «la collaborazione con i commercianti è stata positiva ma andrebbe migliorata la parte che riguarda il mercatino per avere maggiore sintonia con la proposta musicale. L’idea per l’anno prossimo sarebbe di dirigere il timone verso est e il nord sia per i suoni sia per l’offerta di prodotti ponendo sempre la massima attenzione all’equilibrio tra qualità e risorse a disposizione».

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