Abusò della figlia, condannato a 5 anni

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L’imputato, a sua volta vittima di reati simili da parte del padre, era già finito sotto inchiesta nel 2010 ma le indagini avevano poi portato a un decreto d’abbandono - Arrestato a gennaio, da allora si trova dietro le sbarre

Abusò della figlia, condannato a 5 anni
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(Aggiornato alle 17.32) Cinque anni di carcere, sospesi per un trattamento stazionario. La Corte delle assise criminali di Mendrisio, presieduta dal giudice Amos Pagnamenta, ha deciso di condannare il padre accusato di aver compiuto per anni atti sessuali a danno della figlia.

Il dibattimento, visto che l’imputato era sostanzialmente reoconfesso, si è concentrato soprattutto sulla definizione giuridica dei reati. Per l’accusa (il procuratore pubblico Roberto Ruggeri, che aveva proposto una condanna a sette anni e mezzo) l’uomo si era macchiato di violenza carnale. La difesa (rappresentata invece dall’avvocato Stefano Pizzola, che aveva proposto una condanna non superiore a 4 anni) chiedeva invece che venissero considerati atti sessuali con fanciulli.

Il giudice, considerando come l’imputato non abbia mai tentato di avere un rapporto sessuale completo con la figlia, ha deciso per una condanna per coazione sessuale, atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette a resistere, atti sessuali con fanciulli e atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette a resistere. A questi reati si aggiunge una condanna anche per pornografia e accesso indebito a un sistema per l’elaborazione di dati.

«Ha tradito la fiducia di sua figlia», ha ribadito Pagnamenta motivando la sentenza. «Lo ha fatto tra le mura di casa, dove un bambino dovrebbe sentirsi al sicuro. E lei più di altri, essendo a sua volta stato vittima di abusi da parte di suo padre, non poteva non conoscere le sofferenze inflitte da comportamenti di questo tipo».

Proprio questo aspetto, il fatto cioè che l’imputato avesse subito da giovane degli abusi, è stato a lungo al centro del dibattimento. «Mentre si svolgeva il processo a suo padre - ha ricordato il giudice rivolgendosi all’imputato - lei, che in quel procedimento era vittima, contemporaneamente aveva già iniziato a fare le stesse cosa con sua figlia».

L’imputato era già finito al centro di un’inchiesta per pedofilia nel 2010. Inchiesta però finita con un non luogo a procedere.

Non è al momento da escludere un ricorso della difesa in Appello.

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