Aggregazione: il Basso Mendrisiotto guarda anche più a nord

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Nella riunione fra Comuni interessati allo studio preliminare è stato deciso di scrivere una lettera agli altri enti locali del distretto per invitarli a eventualmente partecipare alla fase che dovrà individuare le opportunità di questo progetto - Castel San Pietro intanto ha già detto no

Aggregazione: il Basso Mendrisiotto guarda anche più a nord
Ora si tratterà di vedere chi gioca per mettere assieme i pezzi del puzzle. ©cdt/archivio

Aggregazione: il Basso Mendrisiotto guarda anche più a nord

Ora si tratterà di vedere chi gioca per mettere assieme i pezzi del puzzle. ©cdt/archivio

Un altro passo è stato compiuto oggi nel cammino verso un’eventuale aggregazione dei Comuni del Basso Mendrisiotto. Ma uno ulteriore, ancora più importante, potrebbe essere fatto nelle prossime settimane. Sì perché il progetto aggregativo del basso distretto potrebbe allargarsi verso nord, prendendo in pratica in considerazione tutti i Comuni del Mendrisiotto.

Ma andiamo con ordine. I rappresentanti di Balerna, Breggia, Chiasso, Novazzano, Morbio Inferiore e Vacallo, oltre alle due new entry Castel San Pietro Coldrerio, si sono incontrati a Vacallo per discutere e capire se e come andare avanti nel progetto. Ma dalle discussioni è come detto emersa l’idea di coinvolgere altri enti locali.

Prima definire i confini

«Prima di tutto - ci ha detto il sindaco di Vacallo, designato come portavoce - bisogna ancora definire i confini del progetto. Dall’incontro di oggi sono emerse diverse sensibilità, fra cui quella di chiedere agli altri Comuni del distretto se vogliono partecipare allo studio che permetterà di individuare se e quali opportunità esistono per la costituzione di un Comune che possa portare benefici alla popolazione tutta. Questa sensibilità non è preponderante ma è stato deciso comunque di esplorarla: non vorremmo che in futuro qualcuno ci chieda perché non sia stato considerato. Nei prossimi giorni scriveremo a tutti, anche a Mendrisio, per conoscere le loro intenzioni. Nella lettera chiederemo ai Comuni già interessati se ci sono oppure no, con o senza Mendrisio. Agli altri descriveremo invece i nostri propositi, domandando loro se vogliono partecipare a questo pre-studio. Daremo loro tempo fino alla fine dell’anno per pronunciarsi».

Chi va avanti e chi no

Diciamo subito che dall’incontro è emersa l’intenzione dei sei Comuni all’origine del progetto di andare avanti. «Sarebbe un peccato dire subito no senza sapere se all’orizzonte ci sono buone opportunità» ha soggiunto Rizza a titolo personale.

I rappresentanti di Coldrerio, invitati per la prima volta al tavolo - ha aggiunto Rizza - hanno preso tempo, spiegando di voler discutere della questione in Municipio. Castel San Pietro, invece, si è già in pratica chiamato fuori, annunciando di preferire portare avanti i suoi progetti da solo.

Anche dalla società civile

All’incontro era presente anche il direttore della Sezione enti locali Marzio Della Santa. Ha spiegato che l’obiettivo del Cantone non è quello di imporre qualcosa ma di facilitare e supportare gli attori locali nello studio preliminare che avrà come scopo di mettere in evidenza il concetto di opportunità, relativo insomma ai vantaggi che possono derivare da una fusione comunale come quella del Basso Mendrisiotto. Della Santa ci ha spiegato che in passato in Ticino i due terzi delle aggregazioni sono avvenuti più che altro per questioni di necessità. Oggi il paradigma è un po’ mutato, con l’affacciarsi del modello legato appunto alle opportunità. Nel nostro caso, il Cantone non vuole pilotare l’operazione bensì fornire gli elementi per comprendere appieno la situazione.

Come detto, l’approccio per il Basso Mendrisiotto è innovativo. L’obiettivo dello studio preliminare è quello di fare ordine, risultando meno vincolante: fino all’inoltro dell’istanza formale, i Comuni partecipanti possono sempre fare marcia indietro.

Fino ad allora l’approccio vuol essere partecipativo con il coinvolgimento non solo delle autorità politiche comunali ma anche di rappresentanti della cosiddetta società civile, ciò che rappresenta un novum assoluto rispetto ai precedenti processi aggregativi.

Il punto a metà 2022

Una volta conosciuti i partecipanti verranno promossi workshop a cui prenderanno parte i delegati dei Comuni in corsa i quali lavoreranno per mettere in evidenza gli obiettivi strategici da perseguire e le iniziative da mettere in atto. Si pensa di concludere questa fase verso la metà del prossimo anno. Solo a quel punto ci potranno essere gli ingredienti per portare avanti l’istanza formale al Cantone per uno studio aggregativo.

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