Anziani soli a casa, Mendrisio c’è

Società

Da un trentennio è attivo un servizio per le persone di una certa età che abitano a domicilio - Il municipale Giorgio Comi: «Nei prossimi anni il migliaio abbondante di over 70 in città sfiorerà il raddoppio»

Anziani soli a casa, Mendrisio c’è
© CdT/Archivio

Anziani soli a casa, Mendrisio c’è

© CdT/Archivio

Fa freddo. Ci dev’essere qualcosa che non va con il riscaldamento. La temperatura intorpidisce le membra dell’anziana signora; ma i brividi non le impediscono di raggiungere il telefono e chiamare il Servizio anziani soli (SAS) di Mendrisio, che da 30 anni sostiene e accompagna le persone over 70 che vivono sole a domicilio. L’aiuto non si fa attendere, e si manifesta (anche) sotto forma di una promessa: quella dell’operatrice sociale di contattare il padrone di casa.

Sono diverse le situazioni – nuove o ormai fattesi routine – con cui si è visto confrontato il SAS nei suoi tre decenni di vita. Una cosa però è rimasta immutata nel tempo: l’impegno degli operatori coinvolti. «Agiamo a livello preventivo, lavorando molto vicino alle associazioni degli anziani», ci spiega una di loro, Sonia Zanetti. «Si tratta di un contatto regolare: ci si rivolge annualmente a tutte le persone sole che vivono al loro domicilio e hanno compiuto 70 anni». L’obiettivo è capire, anche per mezzo di un formulario, se attorno a esse esistono una ragnatela di conoscenze e una rete composta da persone specialistiche. Nel caso in cui gli anziani dovessero manifestare il desiderio di usufruire del servizio, le operatrici effettuano una prima visita – «un momento di conoscenza reciproca per capire come la persona organizza la sua situazione a casa». Spesso, per la persona che ne fa richiesta, è la prima occasione di confrontarsi con un territorio di servizi (tra cui i trasporti e l’aiuto domiciliare). Non è tutto: su richiesta l’agente di quartiere può effettuare delle visite, come ci spiega il sergente della polizia comunale Fiorenzo Rizzi.

«Belle storie da raccontare»

«Una volta al mese vado a trovare la persona», racconta. Il tempo e la continuità innescano una trasformazione: pur restando «una figura istituzionale», la volontà è quella di «diventare un amico, un punto di riferimento». Gli effetti sono concreti: il suo numero diretto è accessibile «a qualsiasi ora del giorno». Certo, non si tratta di un processo scontato: «All’inizio ti studiano: guardano come sei, come ti comporti. Ma pian piano si confidano sempre più e ti raccontano il loro vissuto, la loro storia». In quella che è «una chiacchierata amichevole che può durare 30-40 minuti». E «ci sono delle belle storie da raccontare»; storie che restano tatuate a lungo nell’anima del sergente, anche dopo una partenza o un decesso. Il rapporto si sviluppa a tal punto che «mi aspettano ogni mese».

«Pronto, mi capita questo»

Le conquiste sono importanti: «La continuità della visita mensile così come la vicinanza del servizio contribuiscono a fare in modo che le persone riescano a un certo punto a prendere il telefono e a dire: Mi capita questo», afferma Zanetti. Dati alla mano, in primavera sono stati contattati 610 anziani (fasce d’età 70 – 73 – 76 e oltre) inviando una lettera informativa e il formulario. Durante l’anno sono stati inoltre contattati 22 anziani che nel corso dell’anno hanno vissuto un cambiamento (arrivo, vedovanza, coniuge che va in casa anziani, e così via) che li ha portati a rientrare nelle condizioni, per così dire, per beneficiare di questo servizio. Sempre in primavera sono stati contattati anche 93 anziani già beneficiari del SAS, per ricordare loro le prestazioni e chiedere se desiderassero un ulteriore colloquio al fine di chiarire meglio la loro situazione.

Dal paese alla città

E sono trent’anni «importanti», come li definisce il responsabile del Dicastero politiche sociali Giorgio Comi. Un lasso di tempo che ha visto l’ampliamento del servizio «dal paese alla città di Mendrisio, con i suoi dieci quartieri». E in cui ci si è confrontati con altre realtà, come quelle di Locarno (che prevede un servizio analogo ma interamente legato alle forze dell’ordine) e di Chiasso (dove si manifesta un «grande interesse» nei confronti dell’operato del capoluogo). «Il servizio si è adattato e si sta adattando: passeremo dalla logica del Servizio anziani soli all’Antenna anziani, laddove vediamo sul territorio un aumento molto importante di persone over 60-70, che cerchiamo di mantenere il più possibile a domicilio», prosegue il municipale. Agli sviluppi demografici corrisponde dunque «una strategia nuova: nei prossimi 10-15 anni il migliaio abbondante di persone over 70 che abbiamo in città diventerà quasi il doppio».

Lavorare tutti insieme

L’idea è coinvolgere la comunità: «Stiamo pensando a come costruire un gruppo di volontari formati che possano andare anche a domicilio». Da segnalare inoltre il progetto svizzero «Comuni in salute», che la Città sta sviluppando per favorire una maggior sensibilità nei quartieri; in esso si iscrive l’iniziativa «Quartieri solidali»: «Abbiamo dei quartieri un po’ dormitorio. Stiamo cercando di capire, anche con le commissioni di quartiere e gruppi di volontari, come sostenere il SAS con altre forme e comunità». La città è anche integrata in un (futuro) progetto Interreg, dal nome «City for care».

L’immagine dell’«ecosistema», di quell’humus composto dalle scelte di politica sociale della città (da segnalare tra l’altro l’iniziativa «Insieme a Natale», domani dalle 11.45 alle 16.30 al Ristorante Cercera di Rancate) «ci rassicura», così Comi: significa «che ci sono le infrastrutture e le modalità operative per affrontare l’emergenza del prossimo ventennio, questo grande aumento di persone a domicilio».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Mendrisiotto
  • 1

    I sapori del territorio per (ri)gustare la normalità

    Mendrisiotto

    La Rassegna Gastronomica del Mendrisiotto e Basso Ceresio torna dal 1. ottobre al 1. novembre - Vi parteciperanno 36 ristoranti che proporranno specialità di stagione - Antonio Florini: «Una manifestazione importante, sia per i ristoratori, sia per i clienti»

  • 2

    Ricordi di un Mendrisiotto che non esiste più

    Amarcord

    In poche settimane la pagina «Mendrisiotto di una volta» ha radunato su Facebook un migliaio di utenti che si scambiano foto d’epoca - Immagini di un territorio radicalmente cambiato, capaci di sorprendere i più giovani

  • 3

    Nel Mendrisiotto prima del lockdown si stappava lo champagne

    Turismo

    Periodo inaspettatamente fortunato quello vissuto prima della pandemia, con i pernottamenti momò che nel 2019 erano addirittura raddoppiati - Ci sono anche stati investimenti nelle strutture ricettive e la qualità è generalmente apprezzata

  • 4
  • 5

    Con un laser si può anche far precipitare un velivolo

    Il caso

    I piloti rischiano cecità temporanea, danni permanenti agli occhi e possono perdere pericolosamente l’attenzione quando volano a bassa quota - Tra gli 80 casi annunciati ogni anno all’UFAC, sono una decina gli attacchi con puntatori laser a danno delle Forze aeree

  • 1
  • 1